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Finale: Nettuno San Marino

Postato da on set 12th, 2011 e file sotto Primo Piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

11 settembre 2011 – Il Nettuno si sveglia sul più bello dal sogno vissuto per un’intera stagione. Sul diamante di Serravalle il nove nettunese, sorretto e incoraggiato da oltre 500 tifosi giunti con ogni mezzo, esemplari nel comportamento, come i supporters del San Marino, a dispetto delle esagerate misure di sicurezze messe in campo dalla Repubblica di San Marino. Come nel 2008, anche quest’anno, non sono bastate sei gare per decidere un vincitore. Un serie di finale che ha regalato a tutti gli spettatori italiani mille e più emozioni. Rimonte al limite dell’immaginabile, giocate di alto spessore tecnico ed un tifo unico nel baseball italiano. Il cuore e la grinta proverbiale del Nettuno, però, nelle decisive ultime due partite a San Marino non è bastata per piegare la forza dei “Titano Bombers”. Il San Marino si è reso autore di una prova potente in gara7 che non ha lasciato spazio alla rimonta nettunese ipotecando già nelle prime riprese il titolo. Dopo il vantaggio nettunese al primo attacco con le valide di Retrosi e Ramos, il San Marino risponde subito al secondo inning ribaltando la situazione con l’homerun dell’ex Carlos Duran, autore di una grande serata con 3 su 4 con un fuoricampo e un doppio. Il secondo attacco porta in dote al San Marino anche il 5-1 con il singolo di Granato e l’homerun di Pantaleoni da due punti. Due punti al terzo, grazie al doppio del nettunese Francesco Imperiali a basi cariche, e tre punti al sesto (doppio di Duran e singolo di Imperiali, triplo di Albanese e singolo di Granato) chiudono definitamente il discorso scudetto con il San Marino che, vincendo 10-1, si cuce sul petto il secondo scudetto della sua storia, a tre anni di distanza dal primo, strappato ancora una volta al Nettuno, ancora una volta a gara7.

Ha vinto la squadra più forte. Una squadra imbottita di campioni. Sul monte fuoriclasse come Tiago Da Silva e Henry Bonilla. Nel box un lineup con nove battitori di potenza. Nessun turno debole o “parte bassa” per il nove di Bindi, capace di risolvere le partite in qualsiasi momento, e con qualsiasi uomo. In questa gara7, per esempio, in tredici turni di battuto il quarto, quinto e sesto del lineup hanno battuto appena due valide a fronte delle 12 totali, con Vasquez addirittura a zero valide. La favorita assoluta sin da febbraio.

Il Nettuno, invece, si è guadagnata il suo posto nell’olimpo del baseball italiano sudando e faticando. Una squadra imbottita di giovani e quasi tutti nettunesi. Una formazione costruita senza le potenzialità economiche di San Marino e Rimini, ma con un cuore immenso. Una squadra capace di far sognare e di far emozionare. Ha conquistato la sua gente  partita dopo partita, dimostrando che nel baseball, e nello sport in generale,  non basta avere “i giocatori migliori” per essere “la squadra migliore”. Una formazione fatta ad immagine e somiglianza del suo manager. Tutto carattere e grinta. Una squadra che non molla mai. Che ha vinto gare impossibili e che si è rialzata dopo sconfitte pesantissime e che si è guadagnata lottando con le unghie e con i denti, e dando sempre spettacolo, prima un post ai playoff superando la corazzata Rimini, poi la possibilità di giocare per il titolo battendo i campioni d’Italia del Parma e i campioni d’Europa del Bologna, e infine ha spaventato una delle squadre più forte degli ultimi dieci anni di baseball italiano, il San Marino, rimontando passivi di sette punti per due volte, e vincendo gara2 di finale annichilendo addirittura i “Titano Bombers”. Ragazzi giovani, determinati e innamorati di quella maglia. Il pubblico li ha amati per questo e li ha sospinti fino alla fine in questa lunga ed appassionante corsa. Solo grazie allora ragazzi. Grazie per averci fatto sognare, per averci reso orgogliosi di essere nettunesi, per averci fatto arrabbiare, gioire, piangere, cantare ed urlare, grazie di averci fatto innamorare di nuovo di questo sport fantastico, a noi e all’Italia intera.

Nella foto Renato Imperiali, il migliore per il Nettuno in gara7 / foto Ferrini


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