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Fotovoltaico: troppe leggi frenano lo sviluppo del mercato

Postato da on mar 2nd, 2012 e file sotto Primo Piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

Nel 1995 quando il mercato del fotovoltaico era agli albori, gli Stati Uniti erano responsabili di più del 40% della produzione mondiale di pannelli fotovoltaici, mentre oggi arrivano appena al 4%.

Nel corso di questi ultimi anni, la Cina, Taiwan, l’Europa e il Giappone, hanno fatto un incredibile balzo in avanti, e sebbene il governo americano sia rimasto a guarda, lo U.S. Department of Energy ha continuato a tenere duro con la prospettiva di rilanciare il mercato. Quello del DOE è un progetto ambizioso che mira a deprezzare il costo dell’installazione e d’acquisto di pannelli fotovoltaici del 75% da qui al 2020.

La criticità del progetto non riguarda solo aspetti ingegneristici e tecnologici, ma riguarda anche la politica statunitense, purtroppo e non solo negli Stati Uniti, chi vuole installare pannelli fotovoltaici si trova a barcamenarsi con un sistema burocratico amministrativo molto complicato, non solo per la sovrapposizione di leggi federali e statali, ma anche per il costo delle pratiche amministrative. In questo senso lo Stato più all’avanguardia, è la Germania che dal 2009 ha snellito le pratiche burocratiche necessarie.

Sebbene rappresenti il più piccolo degli ostacoli, ancora oggi come spiega il Direttore del Progetto Sunshot, Ramamoorty Ramesh, è necessario migliorare l’efficienza dei pannelli fotovoltaici che attualmente sfruttano al 23% l’energia immagazzinata dalla sottile pellicola di Cadmio e Telluride di cui è rivestito il pannello, mentre teoricamente la sua capacità massima si attesterebbe al 29%. Il progetto si rivolge inoltre a piccole e medie imprese per aumentare la presenza di attività di contrasto alle distruttive tecnologie che oggi occupano il mercato.

Fonte: ScientificAmerican.com

 

 


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