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G20:con grano a prezzi dimezzati rispetto a record le quotazioni spmp scese al minimo da un anno

Postato da on giu 23rd, 2011 e file sotto Primo Piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry


Il G20 dell’agricoltura prende il via con il prezzo del grano che è sceso ai valori minimi da una anno anche per effetto delle speculazioni finanziarie che provocano una insostenibile volatilità dei prezzi. E’ quanto afferma la Coldiretti in occasione del G20 dell’agricoltura che si tiene a Parigi sulla base delle quotazioni rilevate al Chicago Board of trade dove il grano per consegna a luglio è quotato attorno ai 6,5 dollari per bushels, pari alla metà del valore raggiunto con il record storico nel febbraio 2008. L’emergenza alimentare – sostiene Coldiretti – non si risolve certo con i prezzi bassi all’origine per i produttori perche’ questi non consentono all’agricoltura di sopravvivere e con la chiusura delle imprese destrutturano il sistema che non è piu’ in grado di riprendersi anche in condizioni positive.

L’andamento delle quotazioni dei prodotti agricoli è – sottolinea la Coldiretti – sempre piu’ fortemente condizionato dai movimenti di capitale che si spostano con facilità dai mercati finanziari a quelli dei metalli preziosi come l’oro fino alle materie prime come grano, mais e soia dove hanno provocato una insostenibile volatilità dei prezzi che mette a rischio le coltivazioni e l’allevamento in molti Paesi. Si tratta degli effetti drammatici di una globalizzazione senza regole che ha drammaticamente legittimato la derubricazione del tema cibo fino a farlo considerare una merce qualsiasi con effetti che vanno al  furto di milioni di ettari di terre fertili a danno dei Paesi piu’ poveri fino alla speculazione sulle materie prime.

Garantire la stabilità dei prezzi in un mercato a domanda rigida come quello alimentare è un obiettivo di interesse pubblico che – continua la Coldiretti – va sostenuto con l’introduzione di interventi di mercato innovativi nell’ambito della riforma di mercato della politica agricola comune. Occorre investire nell’agricoltura delle diverse realtà del pianeta, dove servono prima di tutto politiche agricole regionali che sappiano potenziare le produzioni locali con la valorizzazione delle identità territoriali per sfuggire all’omologazione che deprime i prezzi e aumenta la dipendenza dall’estero. Alle agricolture di tutto il mondo – conclude Coldiretti – devono essere garantiti credito e investimenti adeguati se si vuole continuare a sfamare una popolazione che aumenta vertiginosamente, si devono applicare regole chiare per evitare che sul cibo si inneschino speculazioni vergognose, occorre garantire trasparenza e informazione ai consumatori.


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