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Golfo Persico leggi migratorie schiaviste

Postato da on mag 25th, 2010 e file sotto Primo Piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

L’Italia con la sua economia al tracollo rimane nonostante tutto meta di lavoro appetibile per quanti provengono da zone ancora più deboli senza alcuna prospettiva di vita; figuriamoci aree geografiche come il Golfo Persico che hanno raggiunto una potenza economica tra le più forti al mondo. Fino a quando i pozzi petroliferi continueranno a pompare oro nero, anche durante congiunture economiche sfavorevoli, l’economia di questi Stati sarà in grado di fornire  lavoro in eccesso. Proprio per questo il flusso migratorio verso questi territori è molto elevato, nonostante le leggi riservate alle persone che vi emigrano avallino indirettamente trattamenti schiavisti. In arabo si chiama Kafala, in italiano è stato tradotto come sistema di sponsorizzazioni. La struttura è organizzata così: gli stranieri che giungono per fare un esempio negli Emirati Arabi, per ottenere il permesso di soggiorno hanno bisogno di una persona o datore di lavoro che garantisca per loro, “li sponsorizzi”. Ha questo soggetto è conferito il potere di trattenere il passaporto dell’immigrato, la cui permanenza sul territorio dipende in toto dalla continuità di questo sostegno. Inutile dire che migliaia di persone,  sono state sfruttate e maltrattate dai propri sponsor. Negli Emirati, ma anche in Oman il numero degli immigrati supera il numero dei cittadini, fenomeno che potrebbe indurre a ritenere la loro presenza di vitale importanza per l’economia, ma che se così fosse renderebbe ancor meno comprensibile il trattamento riservatogli.  Tuttavia le Istituzioni si dicono pronte a correre ai ripari, recentemente infatti, il Ministro degli interni degli Emirati ha reso nota una rilevazione compiuta nella prima parte dell’anno, da cui emerge che sono migliaia le filippine fuggite dai propri sponsor a causa dei maltrattamenti. Dopo la dichiarazione è intervenuto il Commissario dell’O.N.U., per i diritti umani, Navi Pillay, che ha fatto richiesta al presidente degli E.A.U., lo sceicco Khalifa bin Zayed Al Nahyan, di modificare la legge sull’immigrazione, magari in modo simile alla modifica effettuata recentemente dal governo del Barhain, in cui almeno sulla carta è stato eliminato il rapporto di stretta dipendenza dei lavoratori dai propri sponsor. Lo sceicco ha assicurato una completa disponibilità ad una rivisitazione della legge in modo conforme alle leggi internazionali, ai valori arabi e alla Sharia.

Fonte peacereporter.it


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