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I nuovi impegni di Luigi Celori- Presidente di A.D.L.

Postato da on feb 11th, 2011 e file sotto Primo Piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

L’ultima volta che lo abbiamo incontrato era in tempi di campagna elettorale. Di lì a breve i cittadini del Lazio sarebbero stati chiamati alle urne per esprimere una preferenza in merito allo schieramento da indicare alla guida della Regione. Nell’ipotesi di una vittoria del Centrodestra, Luigi Celori (Pdl), consigliere regionale uscente, sognava una carica di Assessore al Turismo. Ma poi le cose sono andate diversamente: il Centrodestra ha vinto, sì, ma il Pdl romano era già fuori scena, escluso dalle elezioni a causa di un ritardo nella presentazione delle liste. Oggi, a distanza di mesi, Celori è Presidente della A.d.L. (Autostrade del Lazio).

Ci racconta di questo suo nuovo incarico, ma da uomo politico non si sottrae ad una considerazione sull’attuale situazione del Paese, e non ha messo da parte personali progetti politici.

E’ recente la sua nomina a Presidente della A.D.L. Ci dica innanzitutto di che realtà si tratta.

Si tratta della società Autostrade per il Lazio, partecipata per un 50% dalla Regione Lazio e per un altro 50% da Anas, nata con lo scopo di provvedere alla realizzazione dell’autostrada Roma-Latina: un’opera di rilievo che non soltanto risolverà i problemi di mobilità sul territorio, ma innescherà anche un meccanismo virtuoso  per l’economia del Lazio, garantendo circa 10.000 posti di lavoro, cui si andranno ad aggiungere tutti quelli derivati dall’indotto.

Quindi la realizzazione della Roma-Latina può essere considerata un’occasione per rimettere in moto l’economia e l’occupazione del Lazio…

Certamente. E perché sia davvero funzionale sul piano della mobilità, è un bene che l’opera venga realizzata così come era stata pensata al tempo della Giunta Storace, ovvero come una strada che crei un collegamento tra la città di Latina e quella di Roma, prolungandosi fino alla zona di Decima; questo, infatti, permetterà di ridurre il traffico anche sulla Pontina. Durante il periodo della Giunta Marrazzo, invece, il progetto era stato rivisitato, ipotizzando che la strada trovasse la sua conclusione a Castel Romano, ma questa prospettiva avrebbe reso l’intervento inutile, non cotribuendo, di fatto, a snellire i flussi di traffico a Roma.

E, quindi, positivo che si sia tornati al disegno originario. Inoltre, nella prospettiva  della prossima apertura del parco di divertimenti a Castel Romano, che sarà indubbiamente elemento di richiamo turistico, la nuova strada offrirà un ottimo collegamento dell’area con l’aereoporto di Fiumicino.

Prima ancora di essere presidente della A.D.L., Lei è anzitutto un uomo politico; parliamo, allora, dello scenario della politica nazionale. Come valuta la situazione del Presidente del Consiglio?

Mi sembra che la Sinistra non abbia altri argomenti, il suo atteggiamento dimostra che non ha un piano di sviluppo per il paese.

Lei è stato un estimatore di Gianfranco Fini. Che cosa pensa del suo “divorzio” da Berlusconi?

Ho un ottimo rapporto con lui, tuttavia comprendo poco la sua attuale posizione, non vedo che spazio politico potrebbe avere, ancor di meno  ipotizzando un’eventuale alleanza con il Pd.

Forse sarebbe stata meno indecifrabile la costituzione di un gruppo autonomo che scegliesse comunque di dialogare con il Governo. Adesso, invece, c’è un atteggiamento di opposizione.

Secondo Lei che cosa può fare il Governo  per risolvere il problema della disoccupazione?

La sburocratizzazione è una strada. Aprire un’azienda oggi significa andare incontro ad un’odissea burocratica che scoraggia l’imprenditore; sarebbe importante sostenere un provvedimento che renda possibile l’apertura in tempi celeri, rinviando ad una fase successiva i controlli. D’altronde la sfera pubblica non è in grado di assorbire  tutti i lavoratori, quindi è necessario incentivare il privato.

Per rilanciare l’attività delle imprese sarebbe opportuno anche ridurre le tasse…

Un abbassamento delle tasse determinerebbe necessariamente una carenza di risorse per altri settori.

Mentre avviare un’opera di semplificazione del percorso burocratico permetterebbe alle aziende di evitare un carico di spese notevole, e questo di per sé sarebbe già un contenimento dei costi.

Molte aziende sono in sofferenza anche a causa del ritardo nei pagamenti da parte della pubblica amministrazione. Lei è stato uomo di punta del consiglio regionale del Lazio, e proprio dalla Regione Lazio molte imprese aspettano di essere pagate. Che cosa si può fare a questo proposito?

Be’, la Regione Lazio potrebbe risparmiare, per farlo  potrebbe anzitutto avviare una razionalizzazione dei costi destinati alla gestione del consiglio. Ci sono tanti sprechi: troppe commissioni, troppo personale, anche i gruppi politici sono in numero eccessivo, e se si pensa che ognuno di essi dispone di un proprio ufficio stampa, si capisce bene come le uscite si moltiplichino.
Inevitabilmente anche la gestione del settore sanitario va razionalizzata, perché proprio questo è il comparto che assorbe più spese. Tuttavia, se quando si avvia la riconversione di un ospedale si mantiene il personale amministrativo in ambito sanitario, le cose non cambiano. Indubbiamente gli operatori sanitari devono essere reimpiegati nella sanità, ma chi lavora in amministrazione potrebbe essere spostato anche in altri settori.

Molte aziende, pur di avere garanzie di ricevere il pagamento in tempi celeri, sarebbero disposte ad offrire i loro servizi a costi agevolati; questo significa che se la pubblica amministrazione riuscisse a garantire tempi certi per i pagamenti, potrebbe risparmiare in maniera notevole.

Che cosa ha provato di fronte all’esclusione del Pdl dalla tornata elettorale?

L’esclusione a causa della mancata presentazione delle liste mi ha amareggiato. Il Pdl poteva vantare consiglieri con un passato politico molto solido, che invece sono rimasti fuori. Adesso in Consiglio, così come in Giunta, siedono persone sicuramente valide, tuttavia prive di esperienza.

Quale sarà il suo prossimo impegno politico?

Probabilmente mi dedicherò al mio comune, quello di Pomezia, dove penso di candidarmi come sindaco. Anche in ambito comunale spesso vengono sprecate occasioni importanti: talvolta i finanziamenti ci sono, tuttavia non vengono adeguatamente investiti nella realizzazione di opere. Essendo stato consigliere regionale conosco il meccanismo dei finanziamenti; da sindaco potrei  promuovere operazioni efficaci per il territorio.

E ‘possibile vedere il video dell’intervista ai seguenti link: Italiatube

Italiatube


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