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I Ritratti del Fayoum continuano a fare notizia

Postato da on feb 1st, 2012 e file sotto Primo Piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

Tra il 1887 e il 1889 un archeologo inglese, W.M. Flinders Petrie, scoprì in un’oasi situata a 150 miglia a sud di Alessandria un cimitero egizio risalente al I-II secolo A.C.. Si trattò di una scoperta molto importante poiché su ciascuna mummia furono rinvenuti centinaia di ritratti appartenenti ai defunti. L’importanza della scoperta dei ritratti del Fayoum, oltre a riferirsi alle ottime condizioni in cui sono stati rinvenuti, ha un valore anche dal punto di vista pittorico. Le opere, di autore sconosciuto, sembrano infatti non essere catalogabili all’interno di alcuna scuola, probabilmente realizzati da artisti della scuola greco romana, hanno però una profondità che non è paragonabile ai lavori dell’epoca. Si tratta infatti di opere che potrebbero essere assimilate al filone impressionistico, sviluppatosi in Europa solo in epoca rinascimentale. I ritratti realizzati su tavole di legno sono stati analizzati di recente dai laboratori del Ny Carlsberg Glyptotek Museum di Copenaghen, che ha in parte svelato la tecnica utilizzata: gli autori si avvalevano di un particolare blu, ricavato dai pigmenti di rame, che veniva steso attorno agli occhi, al naso, e alle labbra; al blu era accostata un’altra tinta, sul rosso, dando un effetto estremamente realistico ai dipinti.


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