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I tagli alla cultura pesano sulla crescita del paese-Il 28 Gennaio sciopero generale della Scuola e dell’Università

Postato da on gen 24th, 2011 e file sotto Primo Piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

IL  28  GENNAIO  SCIOPERO  GENERALE DELLA SCUOLA E DELL’UNIVERSITA’

Il taglio di 140.000 posti di lavoro per docenti ed Ata in tre anni, l’espulsione in massa dei precari,  la riduzione di ore di lezione e di materie, l’aumento (fino a 35) del numero di alunni per classe, l’assegnazione di cattedre oltre le 18 ore, il taglio al sostegno, la diminuzione dei fondi stanno disgregando la scuola pubblica, rendendola una SCUOLA-MISERIA. Per il triennio 2010-2012 il blocco dei contratti (per tutto il pubblico impiego) provoca nella scuola una perdita media di 2000 euro che si rinnoverà in ogni futuro rinnovo contrattuale; e il blocco degli scatti di anzianità è un furto di 3 anni lavorati, con una perdita globale tra i 30 e i 40.000 euro. Dal 1 gennaio è entrato in vigore, nel pubblico impiego, il decreto Brunetta che intende annullare la contrattazione e diritti lavorativi e sindacali e dare grandi poteri decisionali ai dirigenti. A dicembre, il MIUR ha provato a far partire (in 4 province) una truffaldina sperimentazione di valutazione del presunto “merito”, per individuare una fascia (il 25%) di scuole “migliori” (attraverso i grotteschi test Invalsi) e docenti “più bravi”, da premiare, rispettivamente, con maggiori finanziamenti e con una mensilità in più. Questo ennesimo tentativo di introdurre una fasulla e cialtrona “meritocrazia” è per ora fallito grazie al massiccio rifiuto dei docenti delle province interessate: ma Gelmini vorrebbe imporre lo stesso “la meritocrazia d’ufficio”. Infine il 22 dicembre, il governo, incurante della rivolta studentesca, ha imposto all’università una “riforma” Gelmini distruttiva quanto quella già approvata per la scuola.

In parallelo al micidiale attacco alla scuola pubblica,  il capo-Fiat Marchionne guida l’assalto contro ciò che resta dei diritti degli operai. La coraggiosa risposta che i lavoratori/trici hanno dato nel referendum-capestro di Mirafiori (il NO ha vinto tra gli operai con il 50.5%) è una grande prova di resistenza, che va raccolta da un vasto fronte sociale per porre fine all’attacco con cui il potere economico e politico cerca di smantellare ciò che resta delle conquiste dei lavoratori/trici. Tale lotta ha evidenziato lo stato miserevole della democrazia sindacale, sottratta da decenni ai COBAS e alle strutture conflittuali di lavoratori dal monopolio Cgil-Cisl-Uil e oggi in dubbio pure per quella parte minoritaria della Cgil che non può accettare la totale sottomissione a Marchionne e soci.

Per tutte queste ragioni, nel quadro dello sciopero generale che i COBAS hanno convocato, estendendo a tutti lo sciopero indetto dalla Fiom per i metalmeccanici, IL 28 GENNAIO SCIOPERA’ LA SCUOLA PUBBLICA , DOCENTI, ATA E PERSONALE AMMINISTRATIVO, STUDENTI, RICERCATORI, DALLA SCUOLA DELL’INFANZIA ALL’UNIVERSITA’, per battere l’arroganza governativa e padronale, per massicci investimenti nella scuola e nell’Università, per l’assunzione a tempo indeterminato dei precari, lo sblocco dei contratti e degli scatti di anzianità, la cancellazione delle “riforme” Moratti, del decreto Brunetta e delle sperimentazioni-truffa, la restituzione a tutti della democrazia sindacale e del diritto di assemblea.

Manifestazioni regionali si svolgeranno a TORINO, FIRENZE, GENOVA, NAPOLI (Pomigliano), SALERNO, PALERMO, CAGLIARI, BARI, TRIESTE, LIVORNO, POTENZA, PADOVA, TERNI, LANCIANO (Chieti).


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