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Il dono del linguaggio in un gene

Postato da on nov 12th, 2009 e file sotto Primo Piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

Perché gli esseri umani possono parlare e gli animali no? Una recente ricerca condotta da Daniel Geschwind alla University of California di Los Angeles e pubblicata sulla rivista “Nature”, ha dimostrato che la risposta risiede nel gene FOXP2. Questo gene, che nell’uomo differisce di pochissimo rispetto agli scimpanzé, avrebbe determinato una cascata di effetti genetici conducendo alla nascita del linguaggio. Due specie geneticamente vicine come l’uomo e lo scimpanzé presentano infatti enormi disuguaglianze dal punto di vista fisiologico, fisico e mentale. Nel 2001 gli scienziati dell’Università di Oxford hanno esaminato il DNA dei componenti di una famiglia inglese, la metà dei quali soffriva di un grave deficit del linguaggio: questa mancanza è stata associata a una mutazione nel gene FOXP2. Successivamente si è scoperto che la proteina prodotta dal FOXP2 umano si distingue per soli tre aminoacidi da quella dei topi; queste variazioni hanno iniziato a emergere dopo la separazione evolutiva dagli scimpanzè, circa sette milioni di anni fa, per poi affermarsi circa 200.000 anni fa, al tempo dell’Homo Sapiens. Questo avrebbe fatto la differenza sul modo in cui il cervello controlla la funzione motoria, sulla formazione del cranio, del viso, della cartilagine e del tessuto connettivo. L’FOXP2 umano, infatti, guidando l’attività di altri geni, fa sì che il cervello, i muscoli della bocca, le corde vocali e il sistema di respirazione operino insieme per determinare il linguaggio. Questa scoperta potrebbe avere importanti conseguenze nell’ambito dei disturbi della parola, ma anche in malattie come autismo e schizofrenia.

Fonte: timesonline.co.uk


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