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Il genocidio delle bambine

Postato da on mar 22nd, 2010 e file sotto Primo Piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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Lo chiamano il genocidio delle bambine, Amatya Sen ne aveva già parlato negli anni ’90 affermando che mancavano all’appello più di cento milioni di femmine. Attualmente non è certa l’entità del fenomeno perché gli Stati coinvolti non sono in grado di fornire dati esatti, tuttavia è lecito supporre che oggi le vittime siano anche di più. I Paesi incriminati sono principalmente Cina e India, ma è un fenomeno  più ampio che riguarda anche la Corea del Nord, dove però le istituzioni sono riuscite ad intervenire. In Cina la politica del figlio unico spinge le famiglie a praticare aborti mirati contro le femmine, la causa è di natura culturale, infatti  da alcuni studi emerge che tali pratiche siano attuate in misura ampia anche in città economicamente avanzate come Singapore o Taiwan. Le Istituzioni si sono rifitutate di collaborare, la politica del figlio unico non verrà messa in discussione. In India la motivazione è economico-culturale, avere una figlia femmina vuol dire spendere, è necessaria una dote cospicua senza la quale diventa difficile trovarle un marito. La politica demografica cinese ha generato forti squilibri nella composizione della popolazione, infatti il numero di uomini è superiore del 30% al numero di donne. A rimanere senza una compagnia sono in quantità pari al numero di americani in età fertile. Questa sproporzione ha provocato la nascita di tratte clandestine di ragazze coreane, rapite e vendute a contadini cinesi. In India il governo ha abolito l’ecografia, nella speranza di evitare gli aborti mirati ma i risultati non sono stati considerevoli.

Fonte : ilgiornale.it


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