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Il governo giapponese annuncia la fuoriuscita dal nucleare

Postato da on set 18th, 2012 e file sotto Primo Piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

Pubblicato da Irene Giarracca

Il governo giapponese  ha appoggiato lo scorso 14 settembre un piano per la disattivazione  da qui al 2030 delle centrali nucleari, questa è solo una porzione di un più vasto progetto di sviluppo dello sfruttamento dell’ energia rinnovabile. Il nuovo programma prevede la conversione del reattore Monju in un’area per il deposito delle scorie radioattive. Dopo Marzo del 2011, dopo lo tsunami e il terribile terremoto che sconvolse le coste del Giappone a causa dei guasti alla centrale di Fukushima Daiichi, il governo decise di procedere alla definizione di un programma per la riconversione energetica, attualmente solo due dei 50 reattori sul territorio sono in attività, il resto è in attesa di verifiche sulla sicurezza. Le lobby economiche hanno aspramente contrastato questa decisione, ammonendo il governo giapponese riguardo i danni alla competitività che seguiranno l’aumento dei costi energetici. Inoltre l’avvio di strutture ad energia rinnovabile non potrà essere tanto rapido da colmare il gap creato dalla chiusura delle centrali nucleari. Gap che dovrà essere colmato attraverso l’utilizzo dei combustibili fossili, contravvenendo gli impegni sulla riduzione delle emissioni. Ma l’opinione pubblica si è schierata accanitamente contro l’energia nucleare, e durante l’estate sono state numerosissime le manifestazioni per la fuoriuscita dal nucleare. Satoru Tanaka, ingegnere nucleare all’Università di Tokio è convinto della possibilità di costruire degli impianti sicuri, e vorrebbe poter continuare a lavorare sul progetto, anche se ammette che oramai è molto improbabile che si riesca a convincere il popolo giapponese di questa possibilità.

Fonte: Science.com


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