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Il Grande Squalo Bianco, una minaccia da cui doversi proteggere? Per il Governo australiano è così

Postato da on lug 25th, 2012 e file sotto Primo Piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

Il cinquantesimo attacco fatale in meno di un anno sulle coste ovest dell’Australia ha ridotto al minimo bagnanti, amanti delle immersioni e surfer. Le autorità hanno provato a cacciare e uccidere i responsabili degli ultimi attacchi, ma i loro sforzi forse non finiranno qui. Alcune voci ufficiali suggeriscono che i legislatori stanno per effettuare una svolta a 360°  riguardo le pratiche di conservazione degli squali, passando da leggi che garantivano la protezione del grande squalo bianco, a leggi che consentono la pesca e l’uccisione di questi animali grazie ad una moratoria di 14 anni. Il grande squalo bianco è una specie protetta in gran parte del mondo considerato vulnerabile e minacciato in molte aeree. Quando i campionati di pesca consentivano l’utilizzo di canne e rocchetti grandi come gru per tirare su squali di due tonnellate, questa specie venne messa sotto protezione, secondo le indicazioni della Union for Conservation of Nature che aveva classificato gli squali bianchi tra le specie a rischio. Dopo l’attacco di Linden le persone stanno ripensando alla minaccia generata dalla presenza di questa specie, a quanto siano realmente sicure le acque e cominciano a chiedersi se valga la pena garantire la sopravvivenza di animali che uccidono persone. Certamente la frequente ricorrenza di attacchi di squali negli ultimi anni ha allarmato la popolazione, e terrificato il Ministro della pesca Moore che ritiene debba essere dato un supporto per proteggere l’industria turistica. Non erano mai avvenuti 5 attacchi in 10 mesi – ha dichiarato Moore alla stampa –“E’ necessario aiutare l’industria turistica e le persone che vogliono godere delle spendide acque del nostro oceano; sono necessarie azioni più forti – ha concluso. Alcune precauzioni sono già state prese. Certe attività subacque sono state vietate, come il cage diving che  per mezzo di esche vive consente di attirare squali bianchi per clienti paganti, spingendo questi enormi carnivori in prossimità di spiagge popolate, e incrementando l’associazione: esseri umani uguale cibo fresco.

Fonte: SmithsonianMag.com

 


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