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Il ministro Brunetta: a sinistra solo opportunisti allo sbaraglio, il governo non rischia

Postato da on giu 10th, 2011 e file sotto Primo Piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

«Io non andrò a votare ai referendum, perchè si tratta di quattro imbrogli», dice il ministro Renato Brunetta. «Eppure», aggiunge, «alla consultazione sulla fecondazione assistita e a quella sulla legge elettorale, di cui fui uno dei promotori insieme a Guzzetta, ci andai. Mi ritrovai in minoranza, ma poco male». Stavolta invece non va a votare.
«Sì. Ed è una scelta legittima, prevista dal legislatore. Si può scegliere il sì o il no, considerando i referendum utili, oppure si può optare per il non voto, ritenendo i referendum inutili o futili. Questi lo sono. E sono pure un imbroglio».
Perchè un imbroglio?
«Perchè non è affatto vero, per cominciare, che si vuole privatizzare l’acqua. La legge non dice assolutamente questo, ribadisce che l’acqua deve restare un bene pubblico e parla anche delle altre public utilities come il trasporto locale su gomma, lo smaltimento dei rifiuti e via dicendo. Gridare che verranno chiusi i rubinetti è una truffa colossale. Oltretutto, la sinistra in passato s’è dichiarata a favore della gestione privata dell’acqua».
E quando?
«Ricordo bene il disegno di legge Vigneri-Napolitano, del 1999. Prevedeva, sostanzialmente, la trasparenza delle gare d’appalto e la gestione privata o mista, totale o parziale, delle public utilities».
Come andò a finire?
«Il ddl non trovò sbocchi. La verità è che la liberalizzazione dei servizi pubblici è stata tentata da tutti, ma soltanto il governo Berlusconi ci è riuscito. Avendo contro la rendita delle caste del potere politico-burocratico-amministrativo-clientelare locale».
Lei consiglia agli italiani di andare al mare?
«Non scadiamo in questi stereotipi. E’ stucchevole ricordare sempre questa frase di Craxi, solo perchè gli fu infausta. Parliamo del merito delle cose».
Il nucleare?
«Bersani s’è sempre dichiarato a favore del nucleare. Ora lui e tutta la sinistra, per opportunismo, si ritrovano in una posizione becera, anti-storica e banale. Meglio Di Pietro. Almeno, pur sbagliando nel suo statalismo, è più limpido di Bersani, di Casini, di Fini. Qui si vuole svendere il futuro del Paese, sull’altare dell’anti-berlusconismo».
Ma il secondo quesito sull’acqua non riguarda una norma che fece il governo Prodi?
«No. Riproduce l’identica formulazione di una legge del 1994 fatta dal governo Ciampi e attuata nel 1996 con decreto dall’allora ministro Di Pietro, il quale nel determinare la tariffa idrica prevedeva il 7 per cento per la remunerazione del capitale investito. Esattamente quello che lo stesso Di Pietro vuole adesso abrogare. Questa è un’aggravante anche comica. Opportunisti allo sbaraglio. Mi fanno tenerezza. Grazie alle loro posizioni lontane dalla realtà e distanti dal futuro, noi governeremo per altri vent’anni».
Se il quorum viene raggiunto non cade il governo?
«Non succede nulla. Questi referendum, soltanto perché mirano ridicolmente a colpire Berlusconi, stanno avendo un successo mediatico enorme. Quello di Guzzetta invece, sulla legge elettorale che tutti dicono di voler cambiare, fu oscurato solo perché non serviva ad abbattere Berlusconi. Quorum o non quorum, adesso non cambierà nulla. Sull’acqua, resta in vigore la normativa europea. Sul nucleare, le decisioni dipenderanno dagli orientamenti internazionali. Sul legittimo impedimento, resta in vigore l’identica norma del codice di procedura penale».
E quindi?
«Guardo con senso di superiorità e di compassione i tanti agitati di sinistra che sperano di battere il governo con questi mezzucci».

Da IL MESSAGGERO del 10 giugno 2011


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