Galileo Galilei “Meglio è una piccola verità, che una grande bugia”

Albert Einstein “Non penso mai al futuro. Arriva così presto.”

Il Mondo in scena a Villa Adriana

Postato da on mag 19th, 2011 e file sotto Primo Piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

La quinta edizione di festiVAl – Festival Internazionale di Villa Adriana – Lazio, promosso dalla Regione Lazio e prodotto dalla Fondazione Musica per Roma in collaborazione con MIBAC – Direzione Regionale Beni Culturali e Paesaggistici del Lazio e il Comune di Tivoli si svolgerà dal 16 giugno al 20 luglio 2011.
Il grande palcoscenico all’aperto che accoglierà gli spettacoli sarà allestito come sempre nell’area delle Grandi Terme di Villa Adriana, uno dei più importanti siti archeologici a cielo aperto del mondo, riconosciuto dall’Unesco come Patrimonio dell’Umanità.

Anche quest’anno il programma offrirà una panoramica sulle novità più interessanti della scena internazionale. Cina, Russia, Stati Uniti, Israele, Belgio, Francia, Italia, Romania e Lituania sono i paesi a cui appartengono i protagonisti di questo giro del mondo attraverso le suggestioni e i talenti delle diverse espressioni artistiche: il teatro di Eimuntas Nekrosius con Evgenij Mironov e quello di Pippo Delbono insieme ad Alexander Balanescu; il circo di Victoria Chaplin e Jean-Baptiste Thierrée; la danza dei Ballets C de la B. e di Barak Marshall; la musica del pianista Zhang Haochen, del cantautore Vinicio Capossela e della cantante jazz Cassandra Wilson.

CIRCO

festiVAl si inaugurerà giovedì 16 giugno con “Le Cirque Invisible” uno spettacolo straordinario frutto della prodigiosa abilità di due grandi artisti, Jean-Baptiste Thierrée e Victoria Chaplin, assenti da Roma da molti anni: sono loro gli acrobati, i fantasisti, gli illusionisti, i funamboli, i prestigiatori, i clown e i musicisti di questo circo poetico dove tutto si svolge in un fluire, in apparenza privo di ogni fatica, naturale e spontaneo; un circo venato di surreale, creato da due personaggi unici – lui già attore di Peter Brook e Federico Fellini, lei sesta figlia dell’indimenticabile Charlie Chaplin – che nell’epoca virtuale e degli effetti speciali riescono ad incantare con la loro arte fatta di pochi oggetti e tanta poesia. Repliche fino al 19 giugno.

TEATRO

L’1 e il 2 luglio sono le date che accoglieranno la prima europea di “Caligula” di Eimuntas Nekrosius, vera e propria leggenda del teatro europeo contemporaneo, il regista che usa le opere letterarie – stavolta è il Caligola di Albert Camus – come impulsi per la creazione dei propri mondi. Per questa produzione il grande regista lituano, che torna a Villa Adriana dopo due anni, collabora con il Teatro delle Nazioni di Mosca diretto dal popolare attore di cinema e teatro Evgenij Mironov. Nel ruolo di Caligola lo stesso Mironov, in scena insieme ad altri 12 attori della celebre compagnia moscovita. Musiche di Wagner, Bruckner e Händel.

L’altro appuntamento con il teatro è proprio in chiusura di festival, il 20 luglio, con la prima assoluta di Pippo Delbono, uno degli artisti teatrali italiani più anticonvenzionali, dal titolo “Amore e carne”, realizzata in collaborazione con il violinista Alexander Balanescu e il suo quartetto: note evocative, come urli dell’anima, di un mondo legato all’infanzia del regista e attore italiano, ma anche canto di altre vite, di esili, di fierezze di un popolo, canto di una terra bella e amara: la Romania.

DANZA

Il programma di questa edizione, curato dal consulente per la danza di Musica per Roma, Sidi Larbi Cherkaoui, prevede un doppio appuntamento per la Compagnia dei Ballets C de la B, creata da Alain Platel nel 1984 e da allora piattaforma artistica per numerosi artisti e coreografi europei:
·        “Out of context. For Pina”, in scena il 25 e 26 di giugno, è una coreografia scritta collettivamente dai nove interpreti: un tuffo nei meandri dell’esistenza umana alla ricerca delle radici dell’infanzia e della preistoria; di qualcosa che si situa tra l’uomo e l’animale, una sorta d’armonia che supera (o precede) il dualismo tra il bello e il brutto, il bene e il male, l’io e il tu, l’individuo e la comunità.
·        Ispirato al film “Yo soy asi” sulla chiusura di un cabaret di travestiti a Barcellona, “Gardenia”, programmata il 7 e l’8 luglio, sonda invece l’esistenza burrascosa di nove personaggi. Sette di questi, i più anziani, attraversano – apparentemente senza problemi – il labile confine tra il maschile e il femminile.  In contrasto e in armonia con le storie di un “giovane ragazzo” e di una “vera donna”. Nove individui talmente singolari che si ha il desiderio di conoscere. E la voglia di abbracciare.

Il 14 luglio va in scena “Rooster”, coreografia per 12 danzatori e un cantante d’opera, firmata dall’israeliano Barak Marshall, figlio della grande danzatrice di origine yemenita Margalit Oven. Nato e cresciuto a Los Angeles, e solo nel 1994 trasferitosi definitivamente a Tel Aviv, Marshall è un artista unico e tra i più innovatori d’Israele; ha firmato diverse coreografie per la Batsheva Dance Company e si è affermato in breve tempo sulle scene del mondo intero. La danza non è il suo unico talento: è ugualmente un apprezzato cantante di musica rock e mediorientale.

MUSICA

Grande spazio anche quest’anno alla musica, sia essa classica o contemporanea: il 21 giugno tocca all’ironia istrionica di “Marinai, Profeti e Balene” di Vinicio Capossela: un artista a tutto tondo, un cantastorie che racconta la musica e la vita  alla sua maniera, un visionario pronto a  trascinare chi lo ascolta in una sarabanda magnifica e stupefacente, dove nulla è previsto e niente è prevedibile.
Il 9 luglio è in scena, per la prima volta in Italia, il talento stupefacente del giovane pianista Zhang Haochen, con cui si chiudono le iniziative della Fondazione Musica per Roma legate all’Anno Culturale della Cina in Italia. Oggi ventunenne, Zhang ha debuttato all’età di soli 5 anni al Shangai Concert Hall eseguendo le Invenzioni in due parti di Bach ed alcune sonate di Haydn e Mozart.
Il 16 luglio è infine la volta di Cassandra Wilson, una delle più grandi cantanti jazz viventi. Brillante, dotata di tecnica impeccabile ma anche di pathos travolgente, Cassandra Wilson riesce a re-inventare con grande libertà brani di Bob Dylan, così come il blues dei vecchi maestri della sua terra natale sul delta del Mississippi, divertendosi anche a giocare con il rap e le ballate soul anni ’70.


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