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Il Presidente di Assomusica a Galan: siamo dei nessuno per le Istituzioni

Postato da on apr 1st, 2011 e file sotto Primo Piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry


Accedere al Fus per sostenere i giovani artisti e un’apposita legge sulla musica dal vivo

“E’ fondamentale il riconoscimento del profilo professionale di organizzatore e produttore di musica popolare contemporanea dal vivo dei nostri soci. Questo è il punto fondamentale da cui dobbiamo partire”. Così dichiara Alessandro Bellucci, presidente di Assomusica, l’associazione degli organizzatori e dei produttori di spettacoli di musica dal vivo, rivolgendosi, dalle pagine  del Giornale dello Spettacolo, al neo ministro per i Beni e le Attività Culturali, Giancarlo Galan.
“Siamo 110 associati, attivi in tutta Italia – continua Bellucci –  riempiamo gli stadi con cifre impressionanti, portiamo 80.000 persone ai concerti, la nostra professionalità è riconosciuta dai fatti, ma non dalle istituzioni. Noi siamo considerati nessuno e questo comporta che non abbiamo normative di settore cui poter fare riferimento: di volta in volta, a seconda dei problemi da affrontare e risolvere, dobbiamo richiamarci a leggi di altri settori che non riguardano il nostro. Siamo nessuno e, quindi, non possiamo accedere ai bandi pubblici; siamo nessuno e non possiamo nemmeno definire il nostro lavoro”.
“Il nostro settore – spiega il presidente di Assomusica – a torto è considerato autosufficiente, ma è sbagliato pensare ai concerti dal vivo considerando gli artisti che riempiono gli stadi. A fronte dei big ci sono tanti sul trampolino di lancio, tanti che dovrebbero emergere. E’ a questi che dobbiamo pensare in un’ottica di realizzazione di artisti completi che, a loro volta, supportano un settore dell’economia che non è limitato alla sola vendita dei biglietti, ma si espande nel grande indotto generato dalle loro esibizioni.  Per questi artisti – emergenti, giovani, potenziali stelle – chiediamo anche che il nostro settore sia riconosciuto dal Fondo unico per lo spettacolo (Fus). Precisiamo bene: non per gli artisti affermati, ma per quelli che potrebbero un giorno riempire gli stadi. Il Fus riconosca il lavoro che facciamo per i giovani”.
“Altra cosa da non dimenticare – conclude Bellucci – è la legge, ovviamente. Potremmo far capo alla normativa per lo spettacolo dal vivo, ancora  in gestazione, ma meglio sarebbe un’apposita legge sulla musica popolare contemporanea dal vivo”.


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