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Il presidente: “È giunta l’ora di cambiare sono troppi gli americani senza cure”

Postato da on giu 26th, 2009 e file sotto Primo Piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

Barack Obama

Barack Obama

Presidente Obama, è ancora convinto di riuscire a riformare il sistema sanitario entro la fine dell’anno?

“Assolutamente sì”.

E se non ci riesce, se ne riparla tra quattro anni?

“Riusciremo a farla. Quindi non voglio nemmeno prendere in considerazione l’ipotesi che non ce la faremo. E la ragione è che gli americani sanno che bisogna farla. Io viaggio in tutto il Paese. In ogni città che visito, in ogni posto in cui vado, la gente mi chiede: “Come mai il premio della mia assicurazione è salito di due o tre volte, negli ultimi nove, dieci anni? Che devo fare, quando il mio datore di lavoro mi dice: ‘Non ce la facciamo più a coprirti l’assicurazione sanitaria’?””.

È ora che gli americani si rendano conto che si faranno meno esami diagnostici, meno procedure mediche, meno analisi, perché bisogna interrompere la spirale della spesa?

“La cosa importante è dire agli americani che la qualità delle cure non si misura in rapporto alla loro quantità, ma alla loro capacità o meno di farti stare meglio. Abbiamo delle comunità e dei sistemi sanitari che questo lo fanno molto bene. La clinica Mayo, a Rochester, nel Minnesota, ne è un classico esempio. La gente ci va, spende circa il 20-30 per cento meno che in altre parti del Paese, eppure ha dei risultati migliori. In altri casi, si spende di più e si hanno risultati peggiori. Allora, abbiamo detto: tiriamo fuori le ricerche. Studiamo la situazione e cerchiamo di capire che cosa funziona e che cosa no. Incoraggiamo i dottori e i pazienti a chiedere ciò che funziona e scoraggiamoli a cercare quello che non funziona. Non credo che qualcuno possa pretendere che continuiamo a pagare per delle cose che non ci fanno stare meglio. Non ha nessun senso, ma è il motivo per cui, in America, paghiamo per l’assistenza sanitaria il 50 per cento di più che in altri Paesi avanzati dove i risultati sono migliori”.

La gente è preoccupata…

“Credo che la minaccia che preoccupa di più le famiglie siano i costi. Se non riformiamo il sistema, la gente perderà la sua assistenza sanitaria. O questa si porterà via una fetta sempre più grande della loro busta paga. Oppure il datore di lavoro comincerà a smettere di coprirla. O ancora, il Governo Federale non sarà più in grado di rimborsare tutto per il Medicare (l’assistenza sanitaria per gli anziani) e il Medicaid (quella per gli indigenti). Noi vogliamo offrire alla gente un menu di opzioni. Se hai l’assistenza sanitaria, puoi mantenerla. Se ti piace il tuo medico, tieni il tuo medico. Non andremo a dire che devi scegliere una cosa o l’altra, ma – come già i dipendenti federali – si potrà scegliere tra diverse opzioni. Pensiamo che grazie alle forze della concorrenza, e a una buona informazione, i consumatori faranno delle buone scelte, e tutto ciò ci aiuterà a far scendere i costi, a dare alla gente una migliore qualità, e a consentire a più persone di essere coperte”.

Ha parlato con Hillary Clinton della sua esperienza? Le ha chiesto consigli?

“Ho parlato di queste cose, in passato, con Hillary e con il presidente Clinton. Penso che abbiano fatto un tentativo coraggioso nel ’93 (tentativo fallito, ndt), ma credo che le cose oggi siano diverse. Oggi le imprese sentono molto più di allora la pressione dei costi per l’assistenza sanitaria. E le famiglie si trovano ad affrontare maggiori spese di prima: franchigie più alte, premi più alti, anche quelli che un’assicurazione ce l’hanno. Quindi, c’è una grande voglia di cambiare le cose. Lo status quo è insostenibile.

(Copyright ABC News. Traduzione di Luis E. Moriones)


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