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Il ritorno di Voeckler Cancellara resta in giallo

Postato da on lug 9th, 2009 e file sotto Primo Piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

Thomas Voeckler

Thomas Voeckler

PERPIGNAN – Non hanno un corridore che possa vincere il Tour dai tempi di Bernard Hinault e Laurent Fignon. Non hanno corridori di talento cristallino da quando Jaja Jalabert ha appeso la bici al chiodo. Ai francesi non rimane che consolarsi con corridori di medio spessore, e se poi sono personaggi con Thomas Voeckler, la situazione per pompare il loro innato sciovinismo è perfetta. T-Blanc, Thomas Voeckler, è tornato. Suo l’arrivo di Perpignan, una frazione tranquilla per Cancellara (gestiti i 22 centesimi su Armstrong), strana invece per i velocisti, che sottovalutano nel momento topico gli eroici – stavolta è il caso di dirlo – attaccanti di giornata.

VOECKLER EROE DI FRANCIA – Sei uomini, il più bravo è Voeckler, che torna i auge cinque anni dopo la più grande soddisfazione della carriera. Anche allora era 8 luglio (mancava solo facesse gli anni e la festa era completa), e dopo la più classica delle fughe bidone prese la maglia gialla, difesa una decina di giorni, passando benino i Pirenei prima di arrendersi sulle Alpi al re Armstrong (ancora corsi e ricorsi). E poi che storia: infanzia e giovinezza trascorse in Martinica, dove si distingueva per andare più forte degli altri, ma soprattutto per il colore della pelle (da qui il soprannome di T-Blanc). Insomma, ingredienti per farne un eroe di Francia, in attesa che altri eroi si diano battaglia nella salita verso Andorra di venerdì prossimo.

RUOTA SU RUOTA – A proposito di eroi ‘veri’, la giornata per loro è stata solo fino ad un certo punto tranquilla. Il pathos lo mette di nuovo il vento: formazione dei soliti ventagli ecc. Stavolta Contador non si fa fregare, restandosene attaccato alla ruota di Lance Armstrong nei momenti del frazionamento. Strategie di squadra o marcatura degna della più acerrima rivalità? Propendiamo per la seconda ipotesi, ma entro 48 ore ne sapremo di più. Il vento però, una ‘vittimà la fa. Magari non da maglia gialla, ma l’olandese Gesink almeno da primi 10 nella generale sembrava esserlo. Tutto vanificato da una caduta e dal vento che lo fa sembrare Ulisse sotto la rabbia degli dei. Una volta mancato l’attimo, il divario si dilata e Gesink becca la bellezza di 9′. Come se non bastasse, le radiografie evidenziano la frattura del radio: il Tour del 23enne orange finisce qui.

L’ERRORE DI IGNATIEV – Entrando nella cronaca, lo svolgimento sembra un film già visto. Se ne va un drappello. Ne fanno parte Sapa (Lampre), Geslin e Hutarovich (Française Des Jeux), Voeckler (Bouygues Telecom), Ignatiev (Katusha) e Timmer (Skil-Shimano). Dieci minuti di margine, la reazione del gruppo e un ricongiungimento paragonabile ad una formalità. Invece qualcosa non funziona. Il Team Columbia di Cavendish lavora più di tutti, ma una volta messi sotto tiro i fuggitivi sbaglia i calcoli, sottovaluta. Davanti c’è gente di qualità, preservano energie, ripartono e vanno a giocarsi la tappa. Ignatiev è quello che ha la sparata da finisseur, ma la prova due volte finendo il carburante. Timmer lo va a riprendere, poi anche lui tentenna quando T-Blanc piazza la stoccata e fa felici i francesi.


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