Galileo Galilei “Meglio è una piccola verità, che una grande bugia”

Albert Einstein “Non penso mai al futuro. Arriva così presto.”

Il trans Brenda morto carbonizzato. Omicidio volontario?

Postato da on nov 20th, 2009 e file sotto Primo Piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

Il trans brasiliano Brenda

Il trans brasiliano Brenda

Brenda, il trans brasiliano coinvolto nel caso del ricatto ai danni dell’ex governatore della Regione Lazio Marrazzo, è rimasto ucciso in un rogo sviluppatosi a partre dalle 4.16 di questa mattina nell’appartamento in cui abitava, un seminterrato in via dei Due Ponti 180. La vittima, trovata carbonizzata ma senza segni evidenti di violenza, è stata identificata dalla persona che ha lanciato l’allarme ai vigili del fuoco. La polizia scientifica della Questura di Roma sta eseguendo rilievi e accertamenti: per una conferma definitiva sull’identità si attende l’esame autoptico. Brenda aveva dichiarato il 2 novembre scorso di fronte al procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo e al sostituto Rodolfo Sabelli di non avere niente a che fare con l’ex governatore della Regione; il 9 novembre era poi stato aggredito e ferito al volto, e in quell’occasione qualcuno si era impossessato del suo cellulare. Alcuni trans che la conoscevano suggeriscono che la vittima fosse depressa avesse tendenze suicide: vicino al suo corpo seminudo, giaceva una bottiglia di whisky. Un trans di nome Barbara parla di omicidio e fa riferimento al comportamento minaccioso e discriminatorio dei romeni della zona. Forse, invece, Brenda stava per partire, essendo state trovate nella sua casa delle valigie pronte. Luca Petrucci, legale di Piero Marrazzo, ipotizza che stia venendo a galla una dinamica simile a quello della Uno Bianca, in cui si mira sistematicamente a eliminare i testimoni, e propone di rimettere sotto protezione Natalie, il trans che fu sorpreso con Marrazzo. Lo scorso settembre era deceduto in condizioni sospette, in seguito a un arresto cardiaco, il pusher Gianguarino Cafasso, probabile autore del filmato di via Gradoli. Anche su questa morte poco chiara è in corso una serie di accertamenti tossicologi.

Fonte corriere.it


Leggi Ancora

Lascia una risposta