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Immigrati: contribuiscono all’1% del Pil Italiano, integrazione è opportunità

Postato da on giu 28th, 2011 e file sotto Primo Piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry


Presentata al VI Congresso Nazionale lo studio “Immigrati: tra opportunità e diritti negati”
Consigliera Kuzyk (Comune di Roma), più informazione e formazione a immigrati, finalmente riconosciuto il loro ruolo di consumatori

Roma, 28 giugno 2011 – Secondo lo studio “Immigrati: tra opportunità e diritti negati”, patrocinato dall’Unar e presentato oggi durante il VI Congresso Nazionale dell’Adoc, in Italia circa un decimo dell’intera popolazione proviene da altri Paesi, di questi circa 3 su 4 sono europei, ben il 49% dall’Est Europa. Oltre 5 milioni e mezzo di immigrati, di cui il 10% ancora irregolare, che contribuiscono all’11,1% del Pil italiano.

“Immigrati che occupano ruoli chiave e imprescindibili ad oggi in Italia – dichiara Carlo Pileri, Presidente dell’Adoc – circa un milione e mezzo di famiglie non saprebbero cosa fare se non avessero una badante, in edilizia e agricoltura gran parte della manodopera pesante è immigrata, nei ristoranti i cuochi sono egiziani, i matrimoni misti sono sempre di più in crescita e già esiste una seconda generazione di immigrati cittadini italiani. Ma gli immigrati sono, e vogliono esserlo a tutti gli effetti, anche consumatori, con i diritti e le opportunità che gli competono. Purtroppo ci sono molti ostacoli, dall’accesso al credito (anche se negli ultimi 4 anni sono aumentati del 7,9% i conti correnti), al servizio sanitario pubblico e alle forme previdenziali. Crediamo che gli immigrati siano un’importante e irrinunciabile opportunità di crescita per l’Italia, tutelare i loro diritti e interessi è il primo passo per una perfetta e fruttuosa integrazione. Finalmente si riconosce il fatto che per il sistema Italia gli immigrati rappresentano una popolazione di consumatori”.

Durante la presentazione della ricerca è intervenuta anche la Consigliera Assembleare Aggiunta del Comune di Roma Tetyana Kuzyk.

“Il mio intervento tiene conto sia del ruolo politico che svolgo nell’ambito dell’Assemblea Capitolina – Consigliera Assembleare Aggiunta che rappresenta l’Europa non Comunitaria – che del fatto che da immigrata posso leggere e/o interpretare con maggiore coerenza soprattutto quei processi migratori che si sono delineati in questo ultimo decennio e che vengono poco evidenziati. In linea generale si può affermare che i dati statistici attuali sono in grado di descrivere bene gli aspetti quantitativi e qualitativi della realtà migratoria in Italia, ma è interessante considerare che l’immigrazione rappresenta per il sistema Italia una popolazione di consumatori. Necessità, perciò, individuare strumenti e strategie che possano orientare ai consumi e dunque avere degli immigrati consumatori consapevoli e in grado di essere a conoscenza dei propri diritti. Cito alcune realtà migratorie come le seconde generazioni, le famiglie miste, il ricongiungimento familiare, l’immigrazione femminile (ad esempio la comunità ucraina di cui le donne sono l’80%). Da queste realtà la centralità va sulla famiglia, che è un nucleo che consuma, sulla gestione delle rimesse (molti immigrati fanno enormi sacrifici per mandare soldi alle proprie famiglie che spendono in beni di consumo e in conclusione si trovano senza risparmi né qui in Italia né nel proprio Paese, come il caso odierno di tante donne immigrate) e sulla gestione dei risparmi della lavoratrice o del lavoratore in Italia. Si tratta di costituire un piano organico “dedicato” basato su un sistema di informazione, fatto appunto di percorsi informativi e formativi per promuovere una buona gestione delle risorse ossia dei consumi, dei risparmi, delle rimesse e poter accedere a nuove opportunità. A tale scopo strumenti efficaci potrebbero essere degli sportelli dedicati alla promozione sia della corretta e informata fruizione dei servizi che l’accesso ad opportunità altrimenti ignorate. Sportelli in cui una chiara, corretta e semplificata informazione renda meno complicata la vita degli immigrati e permetta di comprendere i loro reali bisogni”.


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