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In Italia 1.200.000 individui effetti da DBP , un libro per parlarne

Postato da on mar 21st, 2011 e file sotto Primo Piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

Pubblicato in Italia dalla Casa Editrice “I libri di Emil” e in Francia da “Mon Petit Editeur” , “Irene F. – Diario di una borderline” è il nuovo romanzo di Eugenio Cardi, alla sua sesta pubblicazione, edito in Italia ed in Francia,  da marzo è nelle nostre librerie.
“Irene F. – Diario di una borderline” è un romanzo di impegno sociale in cui viene affrontata la correlazione esistente tra sindrome borderline  e  abusi subiti in età infantile.
Il 31 marzo 2011 a Palazzo Valentini – Provincia di Roma – a partire dalle ore 17.30, si terrà una Tavola Rotonda in cui sarà possibile trattare il tema più da vicino. Oltre all’autore del libro, Eugenio Cardi, interverranno l’Assessore alle Politiche Sociali, Claudio Cecchini, Il Prof. Luigi Cancrini e la Dott.ssa Maria Beatrice Toro, modera Sandro Petrone.

“Storie come questa da me raccontata – Eugenio Cardi – riguardano il 2% della popolazione, e ben il 10% di coloro che sono in psicoterapia; l’80% circa di tutti i malati di DBP sono donne; è quindi un fenomeno sociale che riguarda circa 1.200.000 individui sull’intero territorio nazionale e non credo possa essere trascurato. Non so perché, ma in Italia di tale correlazione – tra la violenza subita e il DBP – si sa e si parla poco o niente”

Irene F. è una donna che vive al limite, che si comporta in maniera autolesionistica, che spende la sua esistenza tra sesso, alcool e droghe. Dietro questo un passato scomodo, fatto di abusi e violenze, in quella che potrebbe sembrare una “normalissima” famiglia borghese.
Dopo la morte del padre Irene F. si ritrova a vivere con la madre ed il patrigno, e proprio lì nasce l’incubo. La rabbia per la madre che sa e non fa nulla si mischia ai sensi di colpa, all’inadeguatezza, in un’altalena di emozioni e sentimenti difficile da controllare. Irene è una donna che cade e si rialza, e che sceglie di provare a guarire intraprendendo un viaggio all’interno della sua psiche.
“Non mi interessava in fondo che abusassero del mio corpo: non c’è possesso dell’altro nello scopare, non c’è nulla di intimo, se lo si fa senza amore, amicizia o affetto. Non c’è scambio, non si dà e non si prende niente: la somma algebrica tra il prendere e il dare è uguale a zero. […] Capivo di star male è vero, ma capivo anche che la mia vita era lì, ferma, immobile, stagnante in una sorta di infinita palude, senza che andasse né avanti né indietro […] e non sapevo come riprenderla in mano.”
La prefazione del libro è a cura della psicoterapeuta Maria Beatrice Toro, traduzione in francese di Silvia Guzzi.


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