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In Italia 2 milioni di analfabeti, la dispersione scolastica è fra le più alte d’europa

Postato da on giu 10th, 2010 e file sotto Primo Piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

Si è svolto in questi giorni il Convegno conclusivo sull’Educazione degli Adulti. Durante l’evento sono stati mostrati dati allarmanti riguardo il numero di persone che nel nostro paese si trova in una condizione di analfabetismo funzionale; si tratta nello specifico di 2 milioni di adulti tra i 46 e i 65 anni. L’abbandono scolastico registra i tassi più elevati d’Europa, esattamente il 19,3% dei ragazzi fra i 18 e i 24 anni non ha concluso la Scuola media superiore, e non ha successivamente frequentato alcun percorso formativo, a fronte del 14,8% della media europea. Gli adulti italiani che hanno deciso di intraprendere percorsi professionali sono unicamente il 6,3% mentre nella comunità europea la media arriva al 9,7%. Tra le aziende che hanno un numero di dipendenti superiori a 10 sono il 32% quelle che investono nella formazione, in Gran Bretagna invece sono il 92%, in Francia il 74%, in Germania il 79%, in Spagna il 47%.  I numeri sono sufficienti a dipingere un quadro fosco, che inserito nel contesto delle politiche governative in materia di istruzione diventa vistosamente allarmante. Il livello d’istruzione, oltre ad essere indispensabile allo sviluppo economico, è una garanzia allo sviluppo della qualità della vita nel mondo; una garanzia contro le ingerenze e lo strapotere di lobby che del dislivello culturale fanno un punto di forza per il conseguimento dei propri interessi, in spregio al bene del pianeta e della popolazione. I drastici tagli all’istruzione stanno favorendo il ritorno ad una scuola d’elite; le insufficienti risorse destinatevi non possono garantire risorse umane e materiali necessarie ad un’istruzione di qualità, ed inoltre è ovvio che l’assenza delle strutture necessarie favorisca la dispersione scolastica, di quanti necessitano una particolare attenzione. La recente riforma adottata dal Ministro Gelmini che abbassa l’obbligo d’istruzione ai 14 anni più un eventuale biennio da concludersi con una scuola di formazione professionale concorre ad un grave peggioramento della situazione.


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