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Intelligenza e cambiamenti climatici

Postato da on lug 20th, 2012 e file sotto Primo Piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

Animali con un cervello di grandi dimensioni in futuro avranno meno probabilità di estinguersi, perché grazie a un’intelligenza più sviluppata della media, potranno adattare i loro comportamenti a nuove condizioni climatiche. Questo è quanto suggerisce uno studio presentato a un meeting sulla conservazione biologica questa settimana. La scoperta sarà utile a stilare un ordine di priorità negli sforzi per la conservazione delle specie a rischio di estinzione.

La proporzione fra dimensioni del cervello e del corpo è più o meno identica in tutti i mammiferi – ha dichiarato Eric Abelson, studioso di scienze biologiche alla Standford University di Palo Alto in California. Più il corpo cresce più aumentano le dimensioni del cervello. Il rapporto fra dimensioni del cervello e del corpo crea una curva lineare. Ma in alcune specie si ha un cervello più grande o più piccolo di quanto prevede la curva; e un cervello che è proporzionalmente più grande del corpo generalmente indica un animale più intelligente.

Abelson ha studiato il fenomeno e la relazione fra questi due elementi (cervello – dimensioni complessive) per definire il destino di due gruppi di mammiferi: antichi e moderni. Il Gruppo antico che prende in considerazione animali esistenti da 40 milioni di anni, contiene 229 specie di carnivori, di cui la metà sono estinti.  Mentre il gruppo dei moderni contiene 147 specie di mammiferi del Nord America.  Dall’analisi di ciascun gruppo sono emersi i seguenti risultati: le specie che pesano meno di 10 Kg e hanno un cervello grande hanno meno probabilità di estinguersi o entrare a far parte della lista dell’International Union for Conservation of Nature.

Nelle specie che pesano più di 10 Kg il vantaggio dato da un cervello sviluppato sembra attenuato dallo svantaggio di essere grandi. Le specie di una certa stazza tendono a riprodursi di meno, hanno meno figli, hanno bisogno di più risorse, vasti territori e attirano l’attenzione degli esseri umani come possibili prede. La pressione data dalla caccia o dalla riduzione di spazio disponibile potrebbe colpirli in modo particolarmente duro.

Ma per i mammiferi più piccoli, come i roditori il futuro forse dipenderà dalle dimensioni del cervello, animali con un cervello relativamente grande rispetto alle dimensioni del corpo sembrano avere più possibilità di prosperare introdotti in nuovi habitat rispetto ad altri animali. Questa flessibilità gli permetterà di sviluppare cambiamenti genetici che consentiranno loro di adattarsi a un ambiente mutato.

Altri ricercatori invece sostengono che per avere previsioni più accurate sul futuro di alcune specie è necessario prendere in considerazione molteplici fattori: dimensioni, dieta, densità di popolazione, ampiezza dell’habitat, durata della vita e tasso di crescita; fattori legati al rischio di estinzione.

Fonte: Nature.com

 


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