Galileo Galilei “Meglio è una piccola verità, che una grande bugia”

Albert Einstein “Non penso mai al futuro. Arriva così presto.”

Intervista a Ruggero Bagialemani

Postato da on set 20th, 2011 e file sotto Primo Piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

A bocce ferme Ruggero Bagialemani fa il punto su questa stagione 2011 che a riportato il Nettuno in finale scudetto a tre anni di distanza, la Coppa Italia in bacheca dopo 13 anni e il ritorno in Europa dopo due stagioni.

Come giudica questa stagione?

“Innanzitutto voglio ringraziare Alberto De Carolis e tutta la società del Nettuno che hanno voluto fortemente il mio ritorno e anche il Grosseto nelle persone dell’ex presidente Riccardo Ferri, Aldo Codispodi, Roberto Baricci e Mario Mazzei che mi hanno permesso di rescindere il contratto nonostante avessi ancora tre anni di accordo. Il bilancio è sotto gli occhi di tutti e non può che essere positivo, al di là di come sia andata a finire la finale scudetto. Io e il mio staff abbiamo iniziato dai fondamentali sin dalla preparazione. Per la prima volta abbiamo disputato circa 20 partite nel precampionato e questo mi ha dato modo di conoscere meglio le caratteristiche di ogni giocatore e di schierarlo nella sua posizione ideale. L’inizio di campionato è stato altalenante, ma una voluta che il gruppo si è compattato e le cose sono andate sempre meglio. Credo che dal girone di ritorno alla finale abbiamo giocato un grande baseball dove abbiamo fatto divertire la gente”.

Con tanti giovani in squadra molti pensavano all’inizio di un progetto e che questo fosse solo un anno di transizione, invece è arrivata subito la finale scudetto tra lo stupore di molti addetti ai lavori…

“Non ho mai creduto che questo fosse un anno di transizione. Ho detto subito ai ragazzi che nella mia mentalità non esiste perdere. Sono abituato sempre abituato a lottare per vincere e a Nettuno non è mai facile perché non abbiamo alleati, ma questo ci fa solo onore. Nel baseball chi indossa una maglia diversa dalla tua per le tre ore di gioco è solo un avversario. Nel baseball non esistono mezze misure: o si vince o si perde o piove. I ragazzi hanno subito capito questa mia mentalità e l’hanno fatta loro, questo ci ha permesso di fare un grande campionato. Quest’anno ho dovuto rinunciare anche a due giocatori su cui contavo molto come Schiavetti e Costantini e questo misura ancora meglio la misura della nostra impresa. Un plauso va alla società e a tutti le squadre ed i tecnici delle giovanili che fanno un lavoro eccezionale consegnando alla prima squadra giocatori già formati”.

Quali episodio a influito più di tutti alla mancata vittoria dello scudetto?

“L’infortunio di Kris Wilson è stato quello principale. Per tutta la regular season è stato il nostro miglior lanciatore. Un giocatore fondamentale per noi e che ci è mancato proprio nella serie di finale. E’ stato lodevole il suo voler lanciare ugualmente nonostante le sue condizioni, ma purtroppo non è bastato. Anche l’infortunio di Cruz e le squalifiche di Richetti e Rosario hanno pesato: non si possono regalare così tanti giocatori ad una squadra come il San Marino”.

Capitolo arbitri…

“Non voglio parlare degli arbitri, ne parlerò nelle sedi opportune, ma è fuor di dubbio che Nettuno merita un altro trattamento. Penso che ci debba essere più uniformità di giudizio: i giocatori devono essere trattati allo stesso modo sia che si chiamino Retrosi, Caradonna, Ambrosino o Bob, Jhonson o Jack”.

Cosa altro pensi che debba essere cambiato in questa Ibl?

“Il consiglio federale è composto da tutte persone brave ed esperte, ma quasi tutti i consiglieri conoscono bene la realtà dei settori giovanili e meno quella della Ibl, mentre chi rappresenta la massima serie dovrebbe avere più peso. Cambierei anche le regole per i giocatori di scuola italiana. Bisogna mettere un freno ai cosiddetti Asi. Non bastano sei anni di campionato italiano per essere definiti di “scuola italiana”, soprattutto se si maturano intorno ai trent’anni. Chapelli non è paragonabile o Caradonna a Jairo Ramos. Un conto è se un ragazzo comincia a giocare in Italia (anche se straniero) a diciotto anni, ma molti giocatori Asi del nostro campionato sono palesemente di scuola sudamericana e bisogna limitare questo afflusso. Noi siamo fieri di aver vinto la Coppa Italia con 9 position player tutti nettunesi. Bisognerebbe anche diminuire a tre il numero di atleti stranieri. E’ inutile concedere quattro visti e farne giocare sole tre, e meglio, allora, concedere solo tre visti. Altro passo da fare, a mio avviso, è portare il numero di squadre a dieci e soprattutto rivedere la formula della post season. Non si può fare un round robin di solo andata, in primis per evitare che si ripeta ciò che è accaduto quest’anno con la Federazione che all’ultima giornata del girone di semifinale manda prima un comunicato per smentire la circolare di attività agonistica, per poi inviarne un altro per tornare all’assegnazione originaria della qualificazione alla finale. E’ impensabile che una stagione si giochi su una battuta valida o su una differenza punti. Con il round robin di sola andata è come fare un terno al lotto, sarebbe meglio tornare alle semifinale al meglio delle 7 gare. Non sono d’accordo neanche con la finale spalmata su 21 giorni. Il titolo va assegnato in una settimana, ma queste sono solo mie opinioni, ad altri spetterà decidere e sicuramente decideranno il contrario”.

Per dare continuità al progetto si interverrà il prossimo anno per far crescere ancora la squadra?

“Se sarò confermato ho già in mente altri tre giovani nettunesi da inserire in gruppo e saranno un fattore aggiunto perché costringeranno i ragazzi che già ci sono a migliorarsi ulteriormente. Vedremo poi come intervenire con gli stranieri quando la Fibs comunicare se le regole saranno le stesse o se cambierà qualcosa”.

Quale è stata la cosa più bella in questa stagione?

“Sicuramente è stata riportare la gente allo stadio e questo è il nostro scudetto vinto. Il successo del baseball italiano c’è solo quando il Nettuno è in finale e lo dimostra il fatto che Nettuno – Grosseto nel 2007 è stata la finale più seguita di sempre e che quest’anno c’è stato più del 50% in più di spettatori per l’Italian Baseball Series. Io voglio ringraziare il nostro grande pubblico che ci ha seguito con passione ed amore nel girone di semifinale e in finale. Ad inizio stagione era comprensibile un po’ di scetticismo, ma è stato bello avergli fatto cambiare idea. Tutti devono sapere che il Nettuno è tornato e lotterà sempre per alti traguardi”.

Resta la delusione di un’altra finale persa a gara7, la terza da allenatore…

“Ho tanto rabbia dentro, e ammetto che il primo pensiero è stato quello di mollare tutto, perché nessuna delle tre finale sono riuscito a giocarmela alla pari: c’è sempre stato qualche episodio che ha determinato il risultato. Quest’anno i miei ragazzi sono stati fantastici ed hanno abbracciato da subito la mia filosofia di gioco”.

(Nella foto Ruggero Bagialemani alza la Coppa Italia 2011)


Leggi Ancora

Lascia una risposta