Galileo Galilei “Meglio è una piccola verità, che una grande bugia”

Albert Einstein “Non penso mai al futuro. Arriva così presto.”

Intervista alla dott.sa Elisabetta Falvo, ricercatrice dell’area di medicina molecolare dell’Istituto Regina Elena.

Postato da on mar 18th, 2010 e file sotto Primo Piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

Dott.sa Falvo di cosa si occupa esattamente il vostro team di ricerca, cosa fate?
Principalmente ci occupiamo di marker biologico, di studiare le cellule tumorali e di valutare gli effetti di determinati farmaci su queste.
Gli studi sul marker vengo effettuati a fini diagnostici e preventivi, così da creare un circuito di chemio prevenzione.

Il vostro laboratorio sta facendo diverse ricerche, dalla melatonina, alla metformina, alla vitamina D, ed è proprio di questa che mi piacerebbe parlare con lei. Dottoressa ci spiega prima di tutto che cos’è questa Vitamina D?       
La vitamina D è un ormone stereoideo, in natura ne esistono due forme, una di origine esogenea, viene assunta dal cibo, l’altra di origine endogena, può essere prodotta dal nostro organismo. Per produrre la quantità di vitamina D necessaria al nostro organismo sono sufficienti 15 minuti di esposizione al sole al giorno.

Abbiamo avuto il piacere di intervistare il professor Berrino dell’Istituto Tumori di Milano che afferma che ci ammaleremmo meno di cancro se seguissimo una dieta migliore, che legame esiste tra il cibo e la vitamina D?
Come ho già accennato una delle due forme di vitamina D si assorbe attraverso il cibo, mangiando uova, formaggio, burro, usando l’olio di fegato di merluzzo o bevendo il latte.
Ne consegue che basta avere una corretta alimentazione per poter apportare al nostro organismo la quantità necessaria.

Che funzione ha questa vitamina?
La  vitamina D regola l’assorbimento di calcio, la cui mancanza comporta malattie come l’osteoporosi, il rachitismo.
Attualmente viene usata anche per curare malattie come la fibrosi cistica, l’ arteriosclerosi   o l’artrosi.

Torniamo a parlare di cancro, viviamo in una società in cui, purtroppo, i malati di cancro aumentano in maniera preoccupante, come legare gli studi sulla vitamina D a questo ambito?
Questo legame è uno degli ambiti di ricerca principali del nostro laboratorio, studiare una correlazione tra  i livelli di vitamina D nell’organismo e il possibile sviluppo di un tumore, una maggior concentrazione di questa sarebbe diretta conseguenza di una minor probabilità di ammalarsi.

Quale può essere la causa di una minor concentrazione di vitamina D ?  Come ho già accennato in precedenza, noi la assorbiamo in due modi, se questi processi di assorbimento vengono a mancare la diretta conseguenza è una sua diminuzione.

Un basso contenuto di questa, quali neosplasie può causare?  
È proprio questo che stiamo studiando, stiamo svolgendo delle analisi  per capire quali siano i cambiamenti in atto nell’organismo con una minore o maggiore concentrazione di questa.

Quali meccanismi può attivare la vitamina D contro il cancro?
La vitamina D cambia il modo di lavorare delle cellule, e in alcuni casi può fermare il processo di proliferazione delle cellule cancerose o può migliorare le funzioni del sistema immunitario; tuttavia il suo ruolo non è stato ancora compreso appieno.

E’ possibile fare un test per misurare i livelli di vitamina D nel corpo?
Certo, esistono dei test per misurare il livello di vitamina D, si possono effettuare anche in alcune farmacie che lo prevedono, tuttavia è più opportuno recarsi da un medico, di modo che nel momento in cui sia necessario integrarla, il paziente sia messo al corrente di tutte quelle controindicazioni o interazioni con altri farmaci che tale cura comporta.    

Questo tipo di studi è stato effettuato anche in altre parti del mondo?
Sono tutti studi in fase di valutazione, ad esempio,  negli Stati Uniti alcuni laboratori stanno effettuando degli studi sullo stesso argomento.

Le nuove frontiere prevedono la possibilità di una che mio prevenzione attraverso le sostanze naturali, quale obiettivo si è prefissato il vostro laboratorio?
Quello che la vitamina D diventi un target di prevenzione


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