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Dall’isola di Samso un’idea da importare

Postato da on feb 19th, 2010 e file sotto Primo Piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

In un’ottica sempre più europeista, che induce a prestare grande attenzione alla politica degli altri paesi, producendo spesso dubbi risultati nell’ansia di adeguamento agli orientamenti internazionali, ( vedi le varie riforme che vengono promosse perché “Tutti in Europa fanno così”, senza poi tener conto delle differenti condizioni interne del nostro paese che le rendono pressoché inapplicabili) perché non guardare, una volta tanto, ad una realtà che davvero potrebbe essere assunta a modello?

Sto parlando dell’isola di Samso, in Danimarca, che nel giro di dieci anni è riuscita a raggiungere autonomia completa dal punto di vista energetico. Un’idea nata come esperimento, nel tentativo di vagliare possibili forme di energia alternativa, e che ormai, invece, rappresenta la caratteristica saliente dell’identità stessa dell’isola.

Ventuno turbine eoliche coprono l’intero fabbisogno elettrico del territorio e il riscaldamento viene alimentato da biomasse locale: fieno e trucioli di legno.

 L’unicità dell’iniziativa non risiede soltanto nel fatto che si tratta dell’unico posto al mondo energeticamente autosufficiente, ma anche e soprattutto nella partecipazione attiva della popolazione al raggiungimento del traguardo; infatti gli impianti eolici sono stati finanziati non soltanto con fondi pubblici, ma anche con investimenti privati dei singoli cittadini che, in tal modo, sono a tutti gli effetti proprietari in percentuale delle strutture.

L’isola può vantare addirittura un surplus energetico che consente l’esportazione alla terra ferma, quindi con un rientro economico a vantaggio dei suoi stessi abitanti e non di grandi capitalisti stranieri.

 Fonti: Quale energia


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