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L’Italia deve rivalutare il ruolo del manifatturiero

Postato da on giu 9th, 2011 e file sotto Primo Piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

“Fare industria in Italia è meno redditizio”, dichiara il Presidente del Centro Studi Confindustria, Luca Paolazzi, ricordando però che senza industria non c’è Pil. “Il manifatturiero è il principale motore della crescita economica perché genera i guadagni di produttività, crea posti di lavoro qualificati e meglio remunerati, effettua la maggior parte della ricerca e fornisce in Italia il 78% delle esportazioni”. Simulazioni del CSC – Centro Studi Confindustria illustrano come al manifatturiero siano legati direttamente e indirettamente più di un terzo del Pil e 8,2 mln di unità di lavoro e come senza il suo contributo determinante agli scambi con l’estero, “l’economia italiana imploderebbe”.
Il ruolo del manifatturiero è stato rivalutato nelle altre nazioni come fonte duratura del benessere: USA, Regno Unito e Francia hanno avviato riflessioni e varato misure per puntare con decisione sul rilancio dell’industria manifatturiera. La Germania l’ha fatto da tempo. E l’Italia?, si chiede Paolazzi e non solo lui.


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