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La Corte costituzionale interviene nuovamente in tutela del diritto allo studio

Postato da on apr 23rd, 2010 e file sotto Primo Piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

diritto all'istruzione

Negli ultimi 30 anni la Corte Costituzionale è intervenuta molteplici volte in tutela del diritto allo studio delle persone con disabilità. Chiarendo come questo diritto debba essere salvaguardato sino ai gradi più elevati dell’istruzione. All’interno del dettato costituzionale si specifica che ogni cittadino ha diritto alla piena formazione della personalità, e che lo Stato provvederà con misure economiche e sociali alla salvaguardia di questo diritto, strettamente legato alla partecipazione alla vita economica politica e sociale della collettività. Se è vero che rientra tra i compiti della famiglia, l’educazione dei figli è altrettanto vero che lo Stato al il dovere di aiutarla con tutti i mezzi necessari. Il diritto alla piena formazione è strettamente legato al diritto al lavoro, altro principio tutelato nella nostra Costituzione, che la Repubblica si impegna a garantire nell’art.38 alle persone disabili.

Con la finanziaria del 2008, per motivazioni strettamente economiche, si è fissava un numero limite di insegnanti di sostegno, che impediva alle scuole di assumere a tempo determinato ulteriori insegnanti in presenza di alunni con difficoltà particolarmente gravi, come invece specificava il precedente art. 40 della l. n.449 del ’97. La legge finanziaria, 24 dicembre 2007 n. 244, è stata recentemente dichiarata incostituzionale, in riferimento a quei principi che specificano l’uguaglianza sostanziale fra i cittadini, e quindi l’onere dello Stato di intervenire con quegli strumenti che ristabiliscono l’uguaglianza in presenza di condizioni di partenza differenti. E’ stato inoltre ricordato che la disabilità non è un fenomeno omogeneo, che vi sono diversi gradi di disabilità, diverse problematiche, tanto che ogni progetto è personalizzato. La Sentenza, n.80 del 2010, è frutto del ricorso di una coppia con una minore disabile, alla quale era stato negato il diritto a ricevere, conformemente al suo stato psico-motorio, le ore di assistenza scolatica necessarie. All’alunna erano state unicamente concesse 12 ore settimanali invece che 25. Con la sentenza n. 80 è stato ristabilito il suo diritto all’istruzione e quello di molti altri bambini e ragazzi, sacrificati per mere motivazioni di bilancio.

Fonte: eius.it


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