Galileo Galilei “Meglio è una piccola verità, che una grande bugia”

Albert Einstein “Non penso mai al futuro. Arriva così presto.”

La crisi economica mondiale uccide i bambini.

Postato da on apr 8th, 2010 e file sotto Primo Piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

news_3824IMG0044La crisi mondiale di questi anni non ha risparmiato pressoché nessun paese e nessuna persona, ha creato un calo di occupazione, la chiusura di moltissimi strutture, un impoverimento generalizzato, e cosa più grave, emersa da recenti studi condotti dalla Banca Mondiale, sarebbe stata la diretta causa della morte, nel 2009, di 50 000 bambini in Africa Subsahariana. Il dato riguarda principalmente le bambine, sembra infatti che le famiglie, in tempi di crisi, facciano più sforzi per proteggere i ragazzi che le ragazze. Un gruppo di economisti, che si occupa di ricerca e sviluppo, ha infatti  evidenziato come in questi paesi, già di per sé soggetti ad un altissima mortalità infantile, ogni anno muoiono, prima di compiere un anno, circa 3 milioni di bambini, la crisi economica partita dagli Stati Uniti abbia contribuito ad aumentare il numero di decessi. I ricercatori della Banca Mondiale continuano spiegando come in questi Paesi in tempi di crisi le prime cose che vengono ad assumere un ruolo secondario sono l’assistenza sanitaria, un tipo di nutrizione sana e il processo di scolarizzazione. Tutti questi fattori comportano una ricaduta immediata sulle fasce più deboli, i bambini, che, se pur  riescono a sopravvivere,  risentono per tutta la loro vita di queste mancanze E’ stato dimostrato infatti che le persone che da bambini, soprattutto dai primi mesi di vita al primo anno di età, sono stati malnutriti, da adulti sono più piccoli e più deboli rispetto agli altri; hanno inoltre aggiunto, come una volta lasciata la scuola, sia molto difficile che questi riprendano il ciclo di studi. Si ritrovano così ad avere molte possibilità in meno per un futuro lavoro, sia per una condizione fisica che di istruzione. Questo gruppo di ricerca e sviluppo della Banca Mondiale attraverso questi studi vuole creare una linea guida per la classe politica, per le associazioni, per tutte le realtà coinvolte nei momenti di crisi economica, magari causati  da cataclismi ambientali, così da convogliare gli sforzi di queste verso quegli ambiti, come la sanità o l’istruzione, che possano garantire un futuro non inficiato da una crisi, magari momentanea, anche alle nuove generazioni. Del resto la reazione di fronte a  un peggioramento della situazione economica non è uguale in tutti i paesi, basti pensare che negli Stati Uniti il crollo economico e la conseguente disoccupazione ha favorito il processo di scolarizzazione, questo conferma la necessità di approfonditi studi preliminari a qualsiasi tipo di intervento.            

Fonti: World Bank


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