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La Fao e i 17mila bambini che muoiono di fame ogni giorno

Postato da on nov 17th, 2009 e file sotto Primo Piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

Roma. Approvata la bozza del documento finale del vertice FAO sulla sicurezza alimentare, che si chiuderà domani. Ma le Ong parlano di un summit vuoto, senza soldi né proposte concrete. Anche Diouf, direttore generale della Fao, si è dichiarato insoddisfatto dei risultati. Il documento presentato propone di investire nei programmi di sviluppo rurale predisposti dai singoli governi, di intervenire in modo diretto per sradicare la fame nelle popolazioni più vulnerabili, di adottare programmi a medio e lungo termine per eliminare le cause della fame e della povertà, di rafforzare la collaborazione tra i vari organismi che si occupano della sicurezza alimentare, e di controllare che le promesse di aiuti si realizzino effettivamente. Inoltre, il testo suggerisce di proseguire nello studio di pratiche utili per promuovere investimenti responsabili nell’agricoltura internazionale. Ma, in concreto, non definisce affatto l’impegno finanziario dei paesi ricchi, dei quali, tra l’altro, a parte il premier Berlusconi, nessun rappresentante era presente. Il Papa, condannando opulenza e sprecchi, ha sottolineato che la fame non dipende dalla crescita demografica, ma dall’aumento dei prezzi dei prodotti alimentari e dalla diminuzione delle disponibilità economiche delle popolazioni più povere. I commenti sono stati vari: il presidente Napolitano ha riflettuto sul valore di un benessere equamente distribuito; Berlusconi, ricordando l’impegno di 20 miliardi di dollari contro la povertà promessi al G8 dell’Aquila, ha proposto di decidere date e modalità d’intervento; Alemanno ha posto l’accento sul bisogno di una chiara proposta finanziaria. Gheddafi, d’altra parte, ha prospettato che i paesi colonizzatori debbano risarcire il sud del mondo; il presidente brasiliano Lula ha spiegato che la fame è una delle più terribili arme di distruzione di massa, mentre il presidente egiziano Mubarak ha affermato che oggi si conoscono sia le cause della crisi alimentare sia i modi per risolverla. Intanto, ogni giorno, 17 mila bambini muoiano di fame: uno ogni cinque secondi, sei milioni all’anno. Il segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon definisce inaccettabile questa realtà ed esorta all’azione.

Fonte ilmessaggero.it


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