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Albert Einstein “Non penso mai al futuro. Arriva così presto.”

La nave dei diritti: mission impossible?

Postato da on mag 24th, 2010 e file sotto Primo Piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

Diploma, laurea, master… e poi? Nella migliore delle ipotesi si rimedia qualche collaborazione con rimborso spese, altrimenti si entra nel labirinto degli stage a titolo completamente gratuito, che quando arrivi al terzo ti chiedi: ma perchè imparare tutte queste cose se poi non c’è mai nessuno che mi assume? Alla fine capisci che lo stage è soltanto uno stratagemma aziendale per impiegare qualche giovane volentoroso per qualche mese e poi rispedirlo a casa senza troppi convenevoli.
Così funziona in italia. Così non funziona all’estero. Sono, infatti, numerosissimi i giovani italiani sparsi in vari paesi d’Europa e del mondo che, dopo aver sperimentato le tristi condizioni del mercato del lavoro nel nostro paese (Forse la parola lavoro non è del tutto appropriata, visto che per tale si intende un’attività regolarmente retribuita), hanno trovato una soddisfacente stabilità professionale altrove. Proprio loro, i giovani italiani nel mondo, si riuniranno numerosi a bordo della nave che salperà il 25 Giugno da Barcellona con destinazione Genova, per portare in giro attraverso le onde del Mediterraneo la loro richiesta di riconoscimento degli stessi diritti di cui godono nel paese che li ospita anche in Italia. Dapertutto la crisi ha lasciato il suo segno, tuttavia non si precludono strade ai giovani; in Spagna, per esempio, nonostante la situazione economica non sia delle più floride, l’Università ha elargito 1.000 borse di studio con la sola presentazione del curriculum. Questo il commento di Andrea Lotto, maestro di scuola elemantare da due anni a Barcellona, che fa parte del nutrito gruppo che ha già aderito all’iniziativa. La nave dei diritti, questo il suo nome, ha un alto valore simbolico; si pone infatti, come luogo di incontro di tutti gli italiani residenti all’estero che si pongono una missione ben precisa: sbarcare in Italia. L’ideale sarebbe rimanerci.

Fonti: Peacereporter


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