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Postato da on set 1st, 2010 e file sotto Primo Piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

Gheddafi a Roma

Giunti al termine del secondo anniversario dalla sigla dell’accordo italo-libico risulta interessante tirare le somme di quanto ha fruttato quello che più che un meeting fra capi di Stato aveva tutta l’aria di una giornata di festa nazionale.  Basta scavare un po’ per dare un filo logico ai grandi fasti che il nostro Stato, o meglio Presidenza del consiglio ha riservato alla Libia. Politicamente parlando per Berlusconi non sono tempi facili, la maggioranza di governo vacilla e tenere tante teste unite non è affatto impresa semplice, soprattutto poi se apparentemente si rema contro i cavalli di battaglia di fette della maggioranza come la Lega nord. Senza dilungarsi nelle innumerevoli citazioni xenofobe donateci dai leader leghisti, è nota a tutti la politica di contrasto all’immigrazione ed in special modo alle persone di fede islamica. Il primo allarme per Borghezio e compagni è giunto dal rapporto della Consob quando ha reso noto che uno dei più grandi istituti di credito italiani, l’Unicredit Group, appartiene per il 6,7% alla Libia. A calmare le acque ha provveduto Tarek Ben Ammar, magnate finanziario libico nonché socio di Berlusconi, vista la nomina all’interno del consiglio di amministrazione di Mediobanca, che ha dato rassicurazioni circa la mancanza di interesse nell’acquisizione di quote maggiori, ma soprattutto Berlusconi in persona che ha fatto in modo di non scontentare nessuno. Sembra proprio che la Libia abbia affidato l’appalto per la costruzione dell’autostrada costiera, circa 1.700 km, ad un italiano. La commissione  si pronuncerà il prossimo 30 ottobre ma è ormai certo che i lavori saranno affidati alla società di Massimo Ponzellini, ovvero il Presidente della Banca Popolare di Milano, nonché di Impregilo,  una delle più grandi società di costruzione. Ironia della sorte, i fondi  per la realizzazione del progetto verranno proprio da noi, infatti nel 2008 l’Italia si è impegnata a versare alla Libia un risarcimento per danni di guerra compiuti nel periodo coloniale, si tratta di 5 miliardi di dollari, che saranno utilizzati per la realizzazione dell’autostrada, e che probabilmente andranno a finire proprio nelle tasche della Lega visto che Ponzellini potrebbe diventare il Presidente della tanto agognata Banca Padana. Gli affari di Berlusconi certo non finiscono qui, almeno a quanto dice The Guardian, in un articolo intitolato “The Gaddafi-Berlusconi connection”. A parere del quotidiano Britannico il 10% della Quinta Comunication, di Tarek Ben Ammar, è stato acquisito dalla Lafitrade, del signor Lafico, consulente finanziario fidato della famiglia Gheddafi. Un altro 22% è invece di proprietà di una società registrata in Lussemburgo, acquisita dalla Finivest. All’appello manca poi Nessma Tv, una televisione libica le cui quote sono divise tra la Quinta Comunication e la Mediaset.

Fonte peacereporter.it


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