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La profezia di Bendandi: un terremoto distruggerà Roma l’11 Maggio 2011?

Postato da on mag 9th, 2011 e file sotto Primo Piano, Territorio. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

Raffaele Bendandi ha profetizzato che l’11 maggio 2011 Roma sarà distrutta da un terremoto della stessa forza di quello che ha devastato le coste Giapponesi e provocando lo tsunami. Si narra che alcuni dei documenti con previsioni per il 2011 erano stati prima gettati nel fuoco e poi salvati.. Quelle carte contenevano le previsioni della catastrofe che dovrebbe colpire Roma . Avverrà l’11 maggio del 2011, un terremoto apocalittico. Raffaele Bendandi aveva previsto alcuni terremoti tra cui quello del 13 gennaio 1915 alle ore 7.48 ad Avezzano. Una catastrofe: undicesimo grado della scala Mercalli 30.000 vittime. E ancora ; il 6 maggio 1976 alle ore 21.06, il Friuli viene colpito da un terremoto, il bilancio e di 1000 morti e 45.000 senza tetto, Bendandi lo aveva previsto. Bendandi non era laureato, era uno scienziato “fai da te”, ma era un astronomo, sismologo, ricercatore. E’ morto nel 1979. Ha previsto altri terremoti. Fortuna o una tecnica ben precisa? La sua teoria non accettata dalla scienza ufficiale, si basa sul movimento degli astri. L’origine dei terremoti secondo la sua teoria è prettamente cosmica. Secondo dati da lui raccolti e controllati, il sisma avviene quando nel giro mensile di una rivoluzione lunare l’azione del nostro satellite va a sommarsi a quella degli altri pianeti. Previde certificandolo davanti ad un notaio anche il terremoto delle Marche del 2 Gennaio 1924. Accadde 2 giorni più tardi. Fortuna?. L’11 maggio 2011, Roma dovrebbe essere rasa al suolo da un terremoto senza precedenti. Paola Lagorio, presidente dell’Associazione “La Bendandiana” che custodisce tutti i manoscritti di Bendandi, nei documenti non si trova nessun riferimento a luoghi o date precise, come quelle riportate su Internet, quindi il terremoto di Roma sarebbe una “bufala dei catastrofisti” che abbondano su internet. Ma è proprio così? Il ricercatore aquilano Giampaolo Giuliani ha dedicato nel suo libro, “La forza della memoria”, uno spazio ampio alle teorie del sismologo Bendandi. Giuliani ritiene affadabile la teoria di Bendandi, sul terremoto che devasterebbe Roma, non tanto sulla determinazione dell’epicentro che può avere uno scarto di svariati chilometri, quanto sulla previsione della data. Non bisogna dimenticare, afferma Giuliani che “Bendandi aveva previsto il terremoto del 1915 della Marsica, il terremoto del 1924 nelle Marche, quello del Friuli del 1976 e quello recentissimo ad Haiti”.
Con la Bendandiana collabora Cristiano Fidani dell’INFN di Perugia, un ricercatore che si occupa di studi sull’attività sismica terrestre attraverso l’uso di satelliti geostazionari. Dopo aver stilato un catalogo completo delle previsioni di Bendandi egli sta cercando di arrivare progressivamente ad una loro verifica. Il problema è che non esiste un archivio globale al quale attingere per confrontarle con gli eventi sismici registrati nel secolo scorso, e l’opera procede lentamente.
Il lavoro condotto da Fidani permette di sgombrare i dubbi sulla faccenda del terremoto di Roma. In primo luogo non esistono previsioni compiutamente formulate da Bendandi che riguardino periodi successivi al 1977. In secondo luogo, le previsioni che egli formulava con precisione sulla data e sul luogo avevano un anticipo massimo di due settimane, mentre se erano più a lungo termine i margini apparivano molto più incerti. Non esistono inoltre previsioni formulate con un anticipo superiore ad un anno. Raffaele Bendandi, morto nel novembre del 1979, non avrebbe mai potuto prevedere un terremoto per l’11 maggio 2011.
L’allarme che si è diffuso sembra quindi assolutamente ingiustificato. C’è tuttavia un indizio che andrebbe verificato: sembra che l’annuncio del terremoto dell’11 maggio sia stato scritto da qualcuno nell’autunno del 2009 sulla pagina di Wikipedia dedicata a Raffaele Bendandi.
Il metodo con cui Bendandi faceva le sue previsioni è ancora sconosciuto. L’Osservatorio Astronomico dell’INAF di Brera segnala che proprio il prossimo 11 maggio Mercurio, Venere e Giove saranno visibilmente allineati ad ovest nel cielo, un evento davvero interessante per gli appassionati di astronomia. L’allineamento di tali pianeti è solo una causa della prospettiva attraverso cui li guardiamo. Sembrano vicini ma sono invece enormemente distanti nello spazio. Gli astrofisici tengono d’occhio questi eventi per lo studio delle forze di marea dovute all’interazione gravitazionale mutua fra i pianeti. Dato però che eventi simili avvengono spesso nel cielo nessuno di essi vede il motivo di prevedere alcun tipo di conseguenza.


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