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La Salso deserta della crisi abbandonata anche dalle miss

Postato da on set 7th, 2009 e file sotto Primo Piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

fotomissper-specialeI lustrini non luccicano più a Salsomaggiore, neanche in odore di miss. I muri e le vetrine dei negozi sono tappezzati di locandine dedicate al concorso di bellezza nazionale, nel centro del paese troneggiano gli stand con il logo della kermesse, ma le strade sono deserte: delle aspiranti reginette neanche l’ombra. Arrivate da più di una settimana, hanno fatto tappa in piazza del Popolo poche ore, giusto per una serata, con i loro tacchi a spillo, le acconciature fresche di lacca. Hanno ancheggiato sul palco, hanno ammiccato. Hanno sorriso agli anziani ospiti degli stabilimenti termali accorsi ad ammirare le giovanotte in costume da bagno. Poi sono tornate di filata a Tabiano, nel grande albergo che le ospiterà fino alla fine della diretta tv.

“Prima – racconta Andrea Brunani, titolare dell’albergo Principe – era diverso. Le ragazze passavano in viale Romagnosi, parlavano con la gente, stringevano le mani a tutti. Sfilavano le Ferrari e le Lamborghini. C’era molto più movimento”. Forse perché fino a pochi anni fa le pupille del patron Mirigliani alloggiavano proprio lì a due passi, nel Grande albergo centrale Bagni: un maestoso hotel di lusso ora infestato dalla muffa e dai rampicanti. Così come il Grand Hotel de Milan, cinque stelle di erbacce e ragnatele, un tempo tappa obbligatoria per pascià, divi, attrici e miliardari di passaggio. Quando farsi vedere nella cittadina emiliana significava far parte della gente che conta, come sfilare oggi a Forte dei Marmi o in Costa Smeralda.

C’è tanta nostalgia dei bei tempi a Salsomaggiore. Si respira sotto le volte affrescate di quel gioiello liberty che sono le terme Berzieri. Davanti alle insegne eleganti dei negozi, alle vetrine ordinate, ai cespugli potati ad arte. Si nasconde tra le lamentele dei commercianti, che non ce la fanno più a tirare avanti. “Siamo col sedere per terra”, spiega senza mezze misure Enza Puglia della boutique Noi2. “Non sappiamo neanche più dove mettere la roba che ci arriva, ne abbiamo troppa invenduta”. “ Questa – aggiunge la collega Alda Bidolli – era la città dello shopping. Ora è diventata una città di fantasmi”.

La colpa, a furor di popolo, non è tanto della crisi economica o del tracollo del turismo termale, ma del primo cittadino. Tutti lo dicono, pochi sono disposti a denunciarlo mettendoci la faccia. “L’a mministrazione spende tanti soldi per cose inutili, come le fontane, ma non aggiusta i marciapiedi. Il sindaco dovrebbe dimettersi”, protesta un’albergatrice che pretende di rimanere anonima minacciando querele. “Gli amministratori – rincara la dose una negoziante – sono dei delinquenti”. Mentre Giovanna Moretti dell’hotel Carancini sostiene che i ragazzi sono spariti da Salsomaggiore perché non viene organizzato nulla per farli divertire: “Ci sono solo anziani – sospira – che diventano sempre più vecchi”.

Il simbolo del cambiamento, però, è proprio un giovane, ma forestiero. Arriva da Catania e ha le idee chiare: per rimettere in moto la città bisogna rischiare e investire. “Quando sono arrivato – racconta Litterio Cifalinò, 31 anni, gestore del rinato lounge bar ‘Le chat qui rit’ – tutti i salsesi mi dicevano che il nuovo locale non avrebbe mai funzionato. Invece, abbiamo aperto da due mesi e ogni sera siamo sempre pieni di clienti. La verità è che la gente qua non fa altro che rimpiangere il passato, ma fa ben poco per cambiare la situazione”. La pensa allo stesso modo Antonio Gasparelli, segretario di zona della Filcams, il sindacato Cgil degli operatori del turismo. “Fino a qualche anno fa il servizio sanitario nazionale copriva totalmente le spese per le cure termali. Ora non più. Ma Salsomaggiore non è riuscita ad andare al passo coi tempi per superare la fine dell’assistenzialismo: le terme sono diventate più care e non si sono modernizzate”.

I numeri parlano chiaro: nei primi cinque mesi del 2009, secondo un prospetto del Comune, le presenze sono calate di oltre il 12% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. “Negli anni Ottanta i lavoratori termali – ricorda Gasparelli – erano più di mille, tra fissi e stagionali. Oggi sono circa 450. Negli alberghi, invece, arrivavano fino a 8000 dipendenti, che ora sono stati dimezzati”. Di fronte a cifre simili c’è chi gioisce anche per un’impercettibile crescita dello 0,7%: le terme di Salsomaggiore e Tabiano, che comprendono, tra le varie strutture il centro benessere Berzieri, lo stabilimento termale Zoja, la casa di cura Villa Igea e i due grandi alberghi Porro e Valentini. “Il ‘ prodotto Salso’ – spiega il presidente Alfredo Alessandrini – è fatto di tante componenti, oltre alle terme: gli hotel, il commercio, il settore che si occupa della manutenzione, la qualità dell’ambiente, il tempo libero. Se questi comparti non collaborano insieme sarà impossibile venire incontro al mercato, che è cambiato molto negli ultimi anni”.

Intanto la città ci prova investendo ancora sulle miss. Due milioni di euro, si vocifera, per avere il quarto d’ora di celebrità che gli spetta in prima serata. E ingaggiare come sponsor sessanta ragazzine che di Salsomaggiore vedono solo il Palacotonella.

fonte Repubblica.it


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