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L’Antitrust Europea indaga su sospetti cartello tra Banche per falsare l’Euribor, casper pronta a class action

Postato da on ott 26th, 2011 e file sotto Primo Piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

OLTRE 400MILA CONSUMATORI ITALIANI POTREBBERO AVER PAGATO INTERESSI PIÙ ALTI DEL DOVUTO PER I MUTUI A TASSO VARIABILE

Roma, 25 ottobre 2011 – La Commissione Antitrust Europea ha perquisito le sedi di alcuni gruppi bancari associata all’European Banking Federation, sospettando la presenza di un cartello finalizzato a manipolare l’Euribor con false comunicazioni da parte dei maggiori Istituti di credito europei. Le banche potenzialmente oggetto dell’inchiesta sono 44, distribuiti in 15 Paesi europei, ma l’indagine finora si è concentrata su 10 Paesi. L’Euribor è il tasso di riferimento interbancario europeo, calcolato sulla media dei tassi applicati sui prestiti tra le banche stesse, è un indicatore del costo del denaro e viene usato come tasso base per calcolare gli interessi variabili, come ad esempio quelli dei mutui. Il Casper – Comitato contro le speculazioni e per il risparmio (Adoc, Codacons, Movimento Difesa del cittadino e Unione Nazionale Consumatori)  se venisse confermata la sussistenza del cartello, avvierà una class action a tutela degli oltre 400mila clienti italiani che hanno contratto un mutuo a tasso variabile e che hanno corrisposto interessi eccessivi rispetto al dovuto, con conseguenti illegittimi profitti a vantaggio delle banche, al fine di ottenere il rimborso di quanto indebitamente pagato. Per Casper è possibile ipotizzare anche una class action contro l’associazione bancaria europea per aver interferito a danno dei consumatori sulla determinazione dell’Euribor.
“Sono anni che il meccanismo dell’Euribor non ci convinceva del tutto – dichiarano le 4 Associazioni – ora le anticipazioni sull’indagine dell’Antitrust europea aprono nuovi scenari, su un sistema che può aver danneggiato i consumatori europei e italiani. Ipotizziamo, se i dati saranno confermati, la possibilità di avviare una class action europea. Sarebbe la prima volta e potrebbe offrire l’occasione di una nuova azione legale a difesa dei consumatori europei.”


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