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L’Aquila, No global in corteo la “new town” a rischio blitz

Postato da on lug 10th, 2009 e file sotto Primo Piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

Uno dei sit-in organizzati a Roma

Uno dei sit-in organizzati a Roma

L’AQUILA – La paura è quella di un assalto nel piccolo borgo di Bazzano, un attacco al primo grande cantiere della nuova città dopo il terremoto. E’ lì, fra gli scavi sotto la collina e le piattaforme di cemento sospese sui pilastri antisimici, che un “gesto simbolico” dei No Global potrebbe trasformarsi in uno scontro. La paura corre con le ansie trasportate nelle ultime ore all’Aquila, voci su Black Bloc approdati a piccoli gruppi e in ordine sparso nelle campagne intorno alle tendopoli. Il loro obiettivo – approfittando di un’incursione soltanto “dimostrativa” nel cantiere – sarebbe proprio quello: colpire una delle 20 new town promesse per il prossimo autunno da Berlusconi ai terremotati.

Il cantiere di Bazzano è sulla strada del corteo che oggi, pacificamente, vorrebbe sfilare dalla stazione ferroviaria di Paganica sino ai confini del centro storico dell’Aquila. La contrada di Bazzano è, sul percorso, il punto più critico e più “sensibile” per i raid dei Black Bloc che si potrebbero mischiare e nascondere fra gli 8-10 mila attesi in Abruzzo per protestare contro il G 8.

Il giorno prima, a Bazzano c’è solo una camionetta davanti al cantieri. Carabinieri del Battaglione Sicilia. “Ma domani qui ci sarà un esercito intero, mi hanno avvertito che tutta la zona sarà presidiata dalle forze di polizia”, racconta L., il vigilante della Mission Group, la società di sicurezza assoldata dalle imprese che stanno costruendo la prima new town del dopo terremoto, quella che per i No Global rappresenta “la shock economy”.

E’ esattamente a un chilometro e cinquecento metri da dove a mezzogiorno – alla stazione di Paganica, altra contrada simbolo dell’Abruzzo distrutto – si ritroveranno tutti i movimenti della rete “No G8″. Arriveranno pulmann da Siracusa, Catania, Milano, Bologna, Piacenza, Ferrara, Latina, Rieti, Napoli, Vicenza, Venezia, Padova, Ancona e Bari. “E almeno 15 autobus sono annunciati anche da Roma”, racconta Stefano Frezza, aquilano di Epicentro Solidale, l’unico comitato abruzzese che oggi parteciperà alla marcia sino alla villa comunale e al centro storico.

Lui, Frezza, è un No Global che ha il pass per entrare nel bunker della Finanza di Coppito. Un “privilegio” conquistato con il canto: è nel coro dei solisti aquilani che nei prossimi giorni si esibiranno nella caserma fortezza dove c’è il G 8. Spiega Frezza: “E’ stato preparato tutto per una grande manifestazione pacifica, il tragitto è stato concordato con la Questura e anche gli orari, solo qualche imbecille può pensare di fare qualcosa proprio nel luogo dove stanno costruendo le case a chi non ce le ha più”.

Epicentro Solidale è nato l’8 aprile, due giorni dopo il terremoto. E’ il solo Movimento locale aquilano che sfilerà lungo la statale 17 che si arrampica sino al capoluogo. Tutti gli altri hanno deciso di non esserci. Temono “strumentalizzazioni”, sospettano “manovre”. Si terranno lontani da Paganica per tutto il giorno. “E poi”, sostiene Ettore Di Cesare, uno dei portavoce dei tanti comitati aquilani, “siamo convinti che le azioni debbano essere decise dal basso, dalle persone, dal territorio”. E sul G8: “E’ un’occasione per mostrare al mondo, attraverso i molti giornalisti internazionali presenti in città in questi giorni, la vera situazione. Questo è un reality show in cui manca il reality. Chi è nelle tende non è contento di quanto si sta facendo per l’Aquila, e lo stesso vale per chi è ospitato negli hotel e negli alloggi in affitto sulla costa. Sono pochissimi i lavori per riparare le case pericolanti e dei 20 cantieri previsti per le costruzioni delle abitazioni del famoso piano ne sono partiti soltanto 5″.

Ma la polemica e la protesta non violenta dei comitati aquilani non sarà probabilmente la sola protagonista dell’ultima giornata del G 8. I segnali pericolosi alla vigilia del summit ci sono stati. Oltre le voci. Gente fermata con mazze da baseball, sassi, maschere antigas, chiavi inglesi. E, fra ieri mattina e ieri sera, in città sono state avvistate “diverse presenze sospette”. Tutto si deciderà nei quasi 7 chilometri di strada fra la stazione di Paganica e la villa comunale, prima il cantiere di Bazzano poi quello di Sant’Elia, due tendopoli, un centro commerciale, un agglomerato di case coloniche, una salita – la zona della basilica di Collemaggio – e infine il centro storico dell’Aquila circondato da militari. E’ lì la vera “zona rossa” dal giorno del terremoto.

In questa vigilia inquieta la cronaca racconta solo di un paio di blitz dei movimenti locali. Per denunciare “la disponibilità di appartamenti vuoti e agibili”, hanno occupato per qualche ora una casa in via Giosuè Carducci a Pettino, quello che era fino al 6 aprile il più popoloso quartiere dell’Aquila. Per gridare le difficoltà economiche dei terremotati, altri hanno camminato in mutande fino ai giardini pubblici. Per domani, sabato, tutti insieme – aquilani e No Global – brinderanno e suoneranno alla “Festa di Liberazione”. Dal G8 che se ne va.

fonte Repubblica.it


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