Galileo Galilei “Meglio è una piccola verità, che una grande bugia”

Albert Einstein “Non penso mai al futuro. Arriva così presto.”

Lavoro minorile: non succede solo in Cina

Postato da on mar 4th, 2010 e file sotto Primo Piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

Sarah lavora come venditrice del lettore Mp3 siglato Barbie, Sarah si occupa della promozione del prodotto attraverso operazioni di marketing finalizzate a evidenziarne le caratteristiche così da attirare nuovi acquirenti, Sarah gestisce un portale web per estendere la rete di conoscenze in modo da ampliare il mercato. Sarah ha un regolare contratto a provvigione. Sarah ha sette anni.

Questa è soltanto una delle tante storie di bambini reclutati per conto di grandi aziende per portare avanti attività di marketing. E’ quanto è emerso da un’indagine condotta da una ricercatrice in Gran Bretagna, dalla quale sembrerebbe di apprendere che soltanto nel 2007 moltissimi ragazzini tra i sette e gli undici anni sarebbero stati ingaggiati in tutto il paese da una società a servizio della Mattel per commercializzare le ultime novità immesse sul mercato. La Mattel, si, proprio così, l’azienda produttrice di giocattoli per bambini, l’azienda che quindi dovrebbe essere particolarmente attenta alle esigenze dei più piccoli, si rende invece responsabile di coinvolgerli in attività lavorative.

Forse il fatto che i bimbi non si trovino ad operare in umidi scantinati per tagliare e cucire abiti, ma piuttosto possano tranquillamente agire da casa servendosi delle più moderne tecnologie, oltretutto con la prospettiva allettante di ricevere in cambio il gioco all’ultima moda, riesce ad oscurare la realtà delle cose? Questo, signori, è sfruttamento minorile.


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