Galileo Galilei “Meglio è una piccola verità, che una grande bugia”

Albert Einstein “Non penso mai al futuro. Arriva così presto.”

LE DONNE DI GARIBALDI

Postato da on lug 21st, 2011 e file sotto Primo Piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

Venerdì 22 luglio – ore 21

Un modo diverso per ricordare l’Unità d’Italia e Garibaldi attraverso le canzoni del Risorgimento di repertorio garibaldino, popolare e concertistico.
Il tutto raccontato da quattro figure di donne che hanno vissuto accanto al nostro Eroe, dai ricordi della madre a quelli di una donna del popolo al suo servizio (Battistina) ad una nobildonna napoletana Anna De Pace che lo accompagnò al suo ingresso a  Napoli nel 1860, ad Anita, figura storica indimenticabile.
Un Garibaldi raccontato nelle aspirazioni e nei desideri  di queste tra le tante figure femminili che hanno animato e riempito la sua vita, e che più di ogni altro lo hanno conosciuto oltre che da Eroe anche da uomo, e che raccontano così l’Unità di Italia.
Anche loro “Donne dell’Unità d’Italia”.”

Lo spettacolo nasce in occasione del Bicentenario di Giuseppe Garibaldi 2007 grazie al Ministero degli Affari Esteri – Direzione Generale per le Politiche Migratorie-, con una distribuzione solo in territorio internazionale. Ha debuttato nel 2007 in prima mondiale a Lima, presso il “Teatro Antonio Raimondi”, grazie all’Ambasciata d’Italia e I.I.C. di Lima, in occasione del Bicentenario di G. Garibaldi e della Fiera internazionale del libro, in cui l’Italia era il Paese ospite d‘onore.
Una replica straordinaria è stata fatta nel dicembre dello stesso anna, con la partecipazione della Banda Della Marina Militare Italiana presso il Teatro Comunale di Latina, con la partecipazione del Ministero della Difesa, Ministro degli Affari Esteri e Ministero della Marina Militare.
Nel 2008 è approdato al Circolo del Ministero Affari Esteri, prima di girare a livello internazionali in paesi come Serbia, Messico, Arabia Saudita, Cile e Argentina, al Teatro Coliseo di Buenos Aires e alla Sala Piazzolla di La Plata, in chiusura dell’anno dedicato al Bicentenario di Garibaldi
Dopo l’Italia, lo spettacolo approderà all’estero: dal 16 al 25 ottobre 2011 sarà infatti inserito nella “Settimana internazionale della Lingua Italiana” a Colombia – Bogotà e Cartagena, grazie alla collaborazione con l’Università Cattolica della Colombia, l’Ambasciata d’Italia e l’Istituto Italiano di Cultura in Colombia.

Note dell’Autore
Scavando e scartabellando nelle varie biografie e leggende che circondano Garibaldi da oltre un secolo, siamo riusciti a individuare pezzi di “privato” che prescindono dall’epopea militare che lo ha coronato nel mito, e su di essi abbiamo impostato le quattro o cinque storie di cui si articola la struttura del nostro spettacolo.
Racconti, o meglio piccoli monologhi, affidati alla madre Rosa, che ci illumina su Garibaldi giovanetto in quel di Nizza e nei suoi primi viaggi in mare; ad Antonietta di Pace, che  ci parla del suo breve e tormentato soggiorno a Napoli; a Battistina Ravello, sua serva- moglie per diversi anni, che descrive la vita rude e disagiata nell’isola di  Caprera, e introduce le due figure di amiche tra le più importanti che abbia avuto, la inglese Roberts e la tedesca Schwarz, coinvolte spesso in operazioni belliche  e diplomatiche; e, dulcis in fundo, ad Anita, evocata nel cauchemar di un Garibaldi morente, che prendendolo amabilmente in giro, gli ricorda la loro giovinezza movimentata e le avventure militari in Uruguay. Si fa cenno alle centinaia di donne che lo hanno seguito come infermiere, portaordini, vivandiere, alle patronesse dell’alta borghesia, che andavano per le province a procurar fondi per l’impresa garibaldina. E non potevano essere dimenticate le “vittime”, le donne dei morti “dell’altra parte”, le donne dei contadini ribelli perseguiti come briganti, le donne dei fucilati di Bronte ,il cui dramma riascoltiamo nelle stupende canzoni popolari. Storie che non rispettano l’ordine cronologico dei fatti, per focalizzare un “intimo”, un “particolare”, in parte sconosciuto, che rimandano un ‘immagine non stravolta del grande condottiero , ma certamente diversa dalle agiografie tradizionali o parentali.
Quanto alla struttura , lo spettacolo alterna  la serie di monologhi con celebri canzoni garibaldine e patriottiche, entrate nel mito anch’esse (Inno a Garibaldi, Addio, mia bella addio, La bella Gigogin, ecc..), canzoni d’epoca (Te voglio bene assaie, La paloma, La tarantella di Rossini), e da musiche del grande Verdi che fanno da  stupenda cornice. Fuori epoca, ma evocatore di atmosfere commoventi l’omaggio ad Anita con la trascinante  canzone di Sergio Liberovici Morte di Anita.

Fatima Scialdone fin dal 1999 collabora con il Ministero degli Affari Esteri e con la rete culturale italiana all’estero, a partire da una tournée in Corea, in occasione della candidatura dell’Italia alle Olimpiadi ,offrendo le sue produzioni in veste di attrice, cantante, nonché, laddove c’è l’opportunità insegnante di dizione e fonazione della Lingua italiana e tecniche di comunicazione (è laureata all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica S. D’Amico di Roma, con Andrea Camilleri).
Dal 2009 è Direttore Artistico della Associazione culturale TANGOEVENTI ,promuovendo la cultura e musica rioplatense e la cultura dell’Emigrazione italiana ed i rapporti tra Italia e America Latina attraverso  “Il Tango”.
E’ attualmente in tournée con lo spettacolo Napoli Buenos Aires andata e ritorno  di cui è protagonista e coautrice con Fernando Pannullo.


Leggi Ancora

Lascia una risposta