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Le guide turistiche proclamano lo stato di mobilitazione: no alla guida nazionale

Postato da on dic 1st, 2010 e file sotto Primo Piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

Le Guide Turistiche indicono per giovedì 2 dicembre 2010 un presidio davanti al Dipartimento del Turismo, Via della Ferratella in Laterano 51, dalle 9,30 alle 12,00, per dire un no netto e deciso alla creazione della guida nazionale, per dire no alla cancellazione della professione, per dire no all’impoverimento culturale.
Le guide turistiche attualmente possono esercitare la professione dopo aver superato un esame di
abilitazione provinciale, in alcuni casi regionale. Il nostro patrimonio comprende 200.000 Beni Culturali. E’ impossibile saper effettuare delle visite guidate sull’intero patrimonio nazionale che presenta delle specificità regionali molto marcate. In alcune Province d’Italia non basta una vita per conoscere compiutamente l’intero patrimonio culturale presente. La Guida Nazionale comporterebbe uno scadimento della qualità del servizio offerto al turista. L’Unione Europea riconosce in vari atti due figure professionali, l’accompagnatore che assiste il gruppo durante il viaggio e non ha limiti territoriali alla sua competenza, dalla guida che approfondisce il patrimonio culturale e paesaggistico di un territorio specifico.
Le Regioni italiane, caratterizzate da identità culturali molto differenziate, non hanno interesse a
perdere le loro guide qualificate che sono un importante fattore di promozione del territorio, compresi i siti minori.
Le guide turistiche sono dei lavoratori autonomi, quasi tutte hanno conseguito una laurea, parlano
bene una o più lingue straniere, la grande maggioranza sono donne. Il lavoro è precario, stagionale, privo di copertura in caso di malattia o infortunio. I versamenti INPS sono obbligatori, ma poi la pensione è molto bassa. La guida nazionale aggraverebbe l’attuale situazione di precarietà.
Abbiamo dimostrato ai Dipartimenti del Turismo e delle Politiche Comunitarie, con numerose lettere ed argomentazioni puntuali, che non è il diritto europeo a richiedere una modifica dell’ordinamento giuridico sulle guide turistiche.
A chi giova la guida nazionale? Risponde alle pressioni dei grandi Tour Operator Europei, le
multinazionali del turismo che, confondendo intenzionalmente l’Accompagnatore con la Guida, da decenni premono per ottenere modifiche legislative che permettano di far svolgere tutte le visite guidate in Europa ai loro capo-gruppo di passaggio, sottraendo lavoro e risorse agli operatori locali e contributi all’erario.
In base alla Carta del Turismo Culturale dell’ICOMOS, Consiglio Internazionale dei Monumenti e
dei Siti, dell’UNESCO, adottato nel 1999: “Le attività del turismo e di protezione del patrimonio devono portare benefici alle comunità locali e procurare loro dei mezzi importanti e le giustificazioni per prendere in carica e mantenere il loro patrimonio e le loro pratiche culturali”.
Qualsiasi estensione delle attuali abilitazioni deve essere successivo al superamento di un esame
integrativo che accerti la conoscenza dei Beni Culturali e Paesaggistici del territorio.
La Legge Comunitaria attualmente al Senato, nell’art. 9, delega il Governo a redigere una
Legge organica di riordino della professione di guida turistica. Le guide turistiche chiedono con forza al Senato che tale articolo non venga modificato da emendamenti che introducono la guida nazionale. Chiedono che non vengano introdotti nella Legge Comunitaria pezzi di riordino della professione di guida in maniera prematura, affrettata e devastante.


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