Galileo Galilei “Meglio è una piccola verità, che una grande bugia”

Albert Einstein “Non penso mai al futuro. Arriva così presto.”

Le prigioniere di Nairobi

Postato da on lug 12th, 2010 e file sotto Primo Piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

Complicato. Come espletare le normali funzioni fisiologiche. Complicato. Come comprendere che questo può mettere a repentaglio la sicurezza individuale. Eppure accade, a Nairobi, dove l’assenza di servizi igienici all’interno delle abitazioni costringe gli abitanti a recarsi presso i bagni pubblici, che si trovano generalmente a notevole distanza dagli insediamenti abitativi, in luoghi spesso isolati, esponendo le donne a rischio di aggressione. Lo denuncia Amnesty International.

Per le donne delle aree abitative precarie di Nairobi, ovvero quello che sono rimaste fuori dall’urbanizzazione, uscire di casa dopo il tramonto è impensabile; la totale assenza di forze di polizia sul territorio rende quantomai precarie le condizioni di sicurezza, e a questo si aggiunge il fatto che, se vittime di violenza, è impossibile per loro ottenere giustizia. Questo le costringe a restare intrappolate in casa“, dichiara, infatti, Godfrey Odongo, ricercatore di Amnesty International sull’Africa orientale, il quale evidenzia anche che l’impossibilità di accedere ai pochi servizi pubblici esistenti le espone a rischio malattie. Così, come sempre accade quando ci si deve confrontare con situazioni limite, le donne del posto si ingegnano, e ricorrono alle così dette “toilette volanti”, che nient’altro sono che buste di plastica utilizzate per raccogliere gli escrementi e poi buttate all’aperto. Tutto questo, però, ha ovviamente pesanti ripercussioni sulle già precarie condizioni igieniche, senza considerare l’impatto ambientale che una simile operazione può avere.

Per questo Amnesty chiede al governo del Kenya di imporre ai proprietari delle terre l’istallazione di un numero maggiore di bagni pubblici, in zone facilmente raggiungibili, e di contrbuire con eventuali supporti economici per aiutare quei prorietari che non riescono a sostenere le spese. Ma dal Governo si pretende anche un intervento deciso per migliorare l’illuminazione e potenziare la sicurezza.
Fonti: Amnesty International


Leggi Ancora

Lascia una risposta