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Le sostanze contenute nei farmaci possono avere incidenza negativa sullo stato di salute dei corsi d’acqua

Postato da on ott 25th, 2010 e file sotto Primo Piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

Già da tempo l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha reso noto il fenomeno del ricorso eccessivo ai farmaci, che, sebbene utili e indispensabili in caso di patologie che richiedono un intervento mirato, non dovrebbero essere assunti con troppa disinvoltura di fronte ad ogni minima variazione dello stato di salute. In fondo, si tratta pur sempre di sostanze chimiche, e come tali non sono prive di controindicazioni per l’organismo.

Adesso una ricerca, condotta presso il Dipartimento di Scienza Ambientale dell’Università di Göteborg in Svezia, ha evidenziato che le sostanze contenute nei medicinali possono avere effetti deleteri anche sull’ambiente. Passando attraverso le reti fognarie, queste raggiungono le acque, con conseguenze negative sulle colonie microbiche e sull’ecosistema, soprattutto se si tratta di agenti antimicrobici, come quelli contenuti in antibiotici a antifungini.

Una volta assunti, i farmaci vengono progressivamente espulsi dall’organismo mediante le feci e le urine, ed è a questo punto che inizia il problema. Dopo esser finiti nelle fognature, le sostanze contenute nei medicinali precipitano negli ambienti acquatici: corsi sotterranei e mari.

Sara Brosché, coordinatrice dello studio, ha peraltro sottolineato che non tanto le singole sostanze creano danni ambientali, quanto piuttosto le miscele di più medicinali.

La Professoressa, infatti, ha osservato che i cocktail di sostanze farmacologiche sono ben maggiori rispetto a quello dato dalla somma delle singole parti. Così, analizzando gli effetti negativi sulle micro-alghe,  i ricercatori hanno costatato che un mix composto da cinque medicinali e prodotti per l’igiene intima (fluoxetina, propanololo, zinco piritione, clotrimazolo e triclosano), in concetrazioni che individualmente non avrebbero avuto effetti significativi, ne ha invece avuti sul 30% delle alghe.

Fonti: Galileo


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