Galileo Galilei “Meglio è una piccola verità, che una grande bugia”

Albert Einstein “Non penso mai al futuro. Arriva così presto.”

Leggere il futuro nei nostri geni

Postato da on mag 18th, 2010 e file sotto Primo Piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

Gli studi sul patrimonio genetico hanno aperto nuove e importanti prospettive nel campo della ricerca e della prevenzione; infatti, poiché molte malattie sono di natura ereditaria, il chè significa che la loro origine può essere rintracciata in un processo di trasmissione genetica, indagare i meccanismi genetici coinvolti nel fenomeno permette di formulare degli studi predittivi sull’incidenza di una data patologia. Questo è vero anche per quei casi in cui non si registri un’ereditarietà; nel corso di patologie i ricercatori osservano l’attivitazione o la repressione di determinati geni. Conoscere in anticipo queste informazioni permetterebbe di intervenire preventivamente.

Fino a qualche tempo fa sembrava quasi fantascienza, e invece adesso potrebbe essere sufficiente recarsi alla farmacia sotto casa per avere queste indicazioni.

Negli Stati Uniti, infatti, è stato messo a punto un kit “Fai da te” , il cui costo oscillerà tra i 79 e i 249 euro, che permette di effettuare un test genetico in grado di rivelare la predisposizione a ben 23 malattie, nonché la risposta individuale a 10 tipologie di farmaci. L’annuncio, lanciato dalla Pathway Genomics , Istituto di Ricerca Genetica di San Diego, ha suscitato non poche polemiche di carattere etico. I timori sono tanti; dal rischio di imprecisioni neisultati a quello di creare allarmismi nelle persone, qualora si individuassero biomarker che suggeriscono la presenza di geni legati a determinate malattie. Oltretutto, evidenziano alcuni ricercatori, nel caso del tumore al seno, per esempio, il kit analizza soltanto alcune mutazioni genetiche riconducibili alla neoplasia, non fornendo, quindi, un sistema di informazioni completo. La Fda (Food and Drug Administration) si esprime, infatti, in toni scettici in merito a questa novità, ritenendo che l’interpretazione delle analisi genetiche sia troppo vaga e etica, mutazioni, Fda, potenzialmente fuorviante. Dalla Pathway Genomics, invece,rassicurano sull’attendibilità dei risultati.

Fonti: Tiscali News


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