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Leggi a tutela della maternità: registrato un trend positivo

Postato da on giu 30th, 2010 e file sotto Primo Piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

L’Ilo, International Laborour Organization, organizzazione internazionale che si occupa di monitorare la situazione lavorativa in diversi Paesi del mondo, prende in esame i progressi compiuti, all’interno di 167 dei suoi paesi membri, in merito alla situazione lavorativa delle donne in maternità. L’ultima pubblicazione generale su questo argomento risale al 1994, da allora la situazione ha, sotto alcuni aspetti, ottenuto risultati molto soddisfacenti. Si parte dall’adozione di tutti i paesi presi in esame di una legislazione a tutela delle donne in maternità e ad un riconoscimento del periodo di congedo per la nascita del bambino più lungo; nel 1994  solo il 38% degli stati prevedeva un congedo di 14 settimane, ad oggi sono il 48%, soprattutto dove vi sono economie industrializzate, nell’Unione Europea e in Medio Oriente.

Anche da un punto di vista economico, legato quindi alla retribuzione, si può evidenziare un trend positivo, favorito non solo dal privato, titolare d’azienda, ma anche da fondi pubblici creati a sostegno della maternità, che hanno permesso al 97% dei Paesi di conferire una rimunerazione durante questo periodo. Si continua su una scia positiva anche per quanto concerne la possibilità di essere licenziate durante la gravidanza o subito dopo il parto, sempre più Paesi creano una legislazione ad hoc per tutelare il posto di lavoro di queste donne e anche per creare una normativa che stabilisca regole precise che definiscano i cosiddetti lavori a rischio e l’alternativa a questi, cambio di mansione o congedo anticipato.
Anche i papà entrano “in gioco” e lo dimostrano le varie disposizioni previste per il congedo di paternità, possibili in almeno 49 paesi, che avvicinano sempre di più uomini e donne.
Ovviamente questa breve panoramica prende in esame la creazione o no, da parte dei vari paesi, di normative o leggi per favorire la maternità e permettere una conciliazione tra vita familiare e vita lavorativa, se poi queste leggi siano applicate questo non è così facile poterlo valutare. Anche se, parlando di casa nostra, il fatto che, mediamente, a parità di capacità, curriculum, esperienza e meriti, le donne guadagnino sempre meno degli uomini e il fatto che, anche se non si potrebbe, spesso e volentieri nei colloqui per un eventuale lavoro la domandina sulla volontà di avere figli scappa sempre, direi che la situazione non fa ben sperare.

Fonti: ILO


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