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L’Europa cerca un’accordo per il diritto di asilo

Postato da on ott 21st, 2009 e file sotto Primo Piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

Parlamento europeo

Parlamento europeo

L’Unione Europea ha in questi anni effettuato molti passi avanti per il suo consolidamento e per assumere sempre di più un assetto unitario. Tuttavia l’unità di intenti che mostra per tanti lati, l’unità monetaria, il mercato unico, le prossime elezioni per la presidenza, si infrange di fronte alla ricerca di regole comuni per l’accoglienza dei rifugiati politici. Infatti rispetto a questa tematica i 27 Stati non si sono dotati ancora delle stesse regole. Anche le Nazioni Unite denunciano una eccessiva disparità di trattamento tra i diversi Paesi. Il diritto di asilo è sancito all’art. 18 della Carta dei diritti fondamentali, tuttavia le procedure per rendere effettivo questo diritto sono poco efficenti. Secondo le statistiche un ceceno ha il 63 % di possibiltà di poter ottenere lo stato di asilo in Austria, e non ne ha alcuna nella vicina Slovacchia. Le disparità tra gli Stati sono enormi,  nello scorso anno Malta ha accolto circa 1405 persone mentre la Grecia ha aperto le sue porte solo a 375 rifugiati. Le condizioni di arrivo degli immigrati rendono più problematica la situazione, e le stime certo non aiutano, infatti nel 2008 l’Europa ha dato il permesso di asilo a 4378 persone mentre gli Stati Uniti a 60.000 persone. Jaque Barrot temendo che a fare le spese della crisi economica siano proprio i rifugiati politici,  ha annunciato che verranno proposte in parlamento alcune soluzioni, che permetteranno all’Unione di  recuperare la sua tradizionale ospitalità. L’ostacolo sarà naturalmente mettere d’accordo tutti i 27 Stati. La soluzione, va trovata in una maggiore efficienza, si dovranno stabilire quali siano gli Stati a rischio, ad esempio il Marocco non può più rivendicare il diritto di asilo. Inoltre dovranno essere trovate misure idonee per il rimpatrio, e fare in modo che questo non rappresenti un ulteriore rischio. E’ necessario combattere le organizzazioni criminali che ci sono dietro gli arrivi. La proposta prevede inoltre un unica modalità di valutazione delle domande che potrà essere effettuata in un massimo di sei mesi. Jaques Barrot, parla anche di condivisione degli oneri, riferendosi soprattutto a quei paesi che affacciano sul mediterraneo e che sono i luoghi di primo approdo. Questi paesi non vengono aiutati economicamente dagli Stati che sitrovano più a Nord, sarebbe necessaria una condivisione delle spese.

Fonte le figaro.com


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