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L’ex vice di Bush ancora nei guai ordinò alla Cia di tacere al Senato

Postato da on lug 13th, 2009 e file sotto Primo Piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

Dick Cheney

Dick Cheney

NEW YORK – L’ex vice presidente Usa, Dick Cheney ordinò un programma segreto anti-terrorismo alla Cia

imponendo all’agenzia federale di non darne conto al Congresso degli Stati Uniti, come invece la legge gli imponeva. A renderlo noto è il sito del New York Times, facendo i nomi di due persone che hanno diretta conoscenza dei fatti.

A sollevare la questione è stato il nuovo direttore del servizio segreto statunitense, Leon Panetta, il quale il 24 giugno scorso ha messo al corrente della vicenda le commissioni intelligence di Camera e Senato. La notizia del programma segreto – immediatamente sospeso – era arrivata sul tavolo di Panetta il giorno precedente della sua denuncia.

Se il comportamento fuorilegge di Dick Cheney – annoverato assieme all’ex ministro della difesa, Donald Rumsfeld, tra i “falchi” dell’amministrazione Bush – dovesse essere confermato, all’ex vice presidente potrebbe costare molto caro. Così come potrebbe subire severe conseguenze anche l’ex direttore della Cia, ai tempi di Bush, George Tenet.

Sul New York Times online si legge del tentativo dei suoi cronisti di contattare Cheney, che però non hanno avuto esito. Un portavoce di Tenet, invece, ha rifiutato ogni commento, perché – ha detto – si tratta di programmi riservati.

E’ proprio di questi ultimi giorni un’altra accusa alla Cia, da parte di alcuni senatori, i quali avevano denunciato gravissime omissioni di notizie al Congresso. Ma anche nei mesi scorsi la portavoce della Camera, Nancy Pelosi, aveva detto di non essere stato messa al corrente delle pratiche utilizzate per far confessare presunti terroristi catturati.

Tre anni fa, l’Ispettorato Generale per la Ricostruzione dell’Iraq aveva segnalato che nel 2004 la KBR – una filiale della Hulliburton di Dick Cheney, specializzata in lavori pubblici e sfruttamento dei giacimenti petroliferi – “aveva perso” più di 14.000 armi destinate al governo iracheno. Ciò nonostante, il Pentagono si appellò ad una vecchia clausola per interrompere la verifica. Il 6 agosto del 2007, il Washington Post segnalò che in effetti mancavano 190.000 armi non menzionate nella verifica alla KBR/Halliburton di Dick Cheney.

Un analista del Centro Informazione della Difesa degli Stati Uniti, Rachel Stohl, disse: “Non hanno davvero idea di dove siano quelle armi sparite ed è quindi probabile che gli Stati Uniti abbiano fornito involontariamente le armi ai rivoltosi. Intanto però l’azienda del sig. Cheney veniva pagata comunque, nonostante la corruzione, il furto e la cattiva gestione”.

A parlare di quelle armi sparite fu anche il giornale britannico, The Guardian. Parlò di “un affare di oltre 105 mila fucili” che l’America ha mantenuto nell’oscurità.

fonte Repubblica.it


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