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Libia: L’Italia alla Conferenza internazionale per confermare gli impegni presi

Postato da on set 1st, 2011 e file sotto Primo Piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

“A Parigi andiamo in primo luogo a confermare l’impegno della Comunità internazionale” verso la Libia, già espresso nelle riunioni del Gruppo di contatto. E’ quanto sottolinea il Ministro degli Esteri Franco Frattini ricordando le priorità immediate quali “sbloccare fondi e riaprire le ambasciate al più presto”. E proprio nell’ottica dei rapporti con una Libia libera post-Gheddafi, il Ministro ha auspicato che vi sia in ambito Onu “una iniziativa a sostegno di risoluzioni che consentano di tornare indietro sulle sanzioni”. L’Italia, dunque, arriva a Parigi con due conferme sugli impegni presi in Libia e per i libici. La riapertura dell’Ambasciata a Tripoli e un immediato potenziamento dei fondi sbloccati in aiuti per la popolazione che, dai 350 milioni già annunciati la scorsa settimana, sono passati oggi a 500 milioni. Sarà il Presidente del consiglio Silvio Berlusconi a illustrare il contributo italiano.

Frattini, in un intervento sul quotidiano americano ‘’Wall Street Journal’’ ha proposto che l’Unione Europea nomini un ambasciatore comune in Libia che possa coordinare gli sforzi dei paesi europei per sostenere la costruzione delle nuove istituzioni democratiche. Secondo Frattini “l’Ue dovrebbe anche fare un grosso sforzo nel sostenere il processo di costruzione delle istituzioni in Libia e nominare un ambasciatore/capo delegazione che possa effettivamente coordinare gli sforzi europei sul campo”. Per il Ministro “una transizione di successo verso la democrazia richiederà sia assistenza internazionale di lungo termine nel costruire istituzioni funzionanti, sia un enorme sforzo nell’addestramento di forze di sicurezza, quadri della pubblica amministrazione e manager d’affari”. “La comunità internazionale – ha aggiunto Frattini – deve evitare di adottare un atteggiamento paternalistico verso la Libia. Il futuro politico del paese può e deve essere deciso solo dal popolo libico. Questo è vero anche quando si arriva al punto cruciale della sicurezza. I termini di una limitata presenza internazionale nell’immediato post-Gheddafi devono essere considerati insieme e con la piena partecipazione del Consiglio nazionale di transizione (Cnt)’’.

Fonte: Ministerodegliesteri


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