Galileo Galilei “Meglio è una piccola verità, che una grande bugia”

Albert Einstein “Non penso mai al futuro. Arriva così presto.”

L’Italia eccelle, ma manca coordinamento a livello nazionale.

Postato da on apr 19th, 2010 e file sotto Primo Piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

MedagliaArgentoItaliaIn questi giorni l’Italia, ma più in generale tutte le persone che comprendono la necessità di organizzazioni come Emergency , sono state con il fiato sospeso in attesa di una notizia sui tre medici, appartenenti alla sopraccitata organizzazione, rapiti 9 giorni fa dall’ospedale di Lashkar Gah, con l’accusa di essere gli organizzatori di un complotto contro il governatore dell’Helmand. I tre italiani, per fortuna, sono stati liberati ieri, domenica 18 aprile, e oggi rientreranno in Italia, ma l’interrogativo rimane, perché mettere a repentaglio la propria vita per aiutare un paese che ti ripaga con questa moneta. Una risposta univoca, forse non esiste, ma un dato c’è, e non riguarda solo le più che meritevoli Ong, italiane e non, ma riguarda l’intero sistema, infatti il Bel Paese è al secondo posto fra i  27 paesi della comunità europea per il numero di uomini impegnati nelle missioni di ricostruzione e stabilizzazione dei paesi interessati da conflitti, dalla Georgia all’Afghanistan. La CE si  è impegnata, prima con la Pesd, poltica europea di sicurezza e difesa, poi, dalla firma del trattato di Lisbona, con il  Pcsd, politica comune di sicurezza e difesa, in una serie di azioni volte a favorire, il più velocemente possibile, la stabilizzazioni e la pace nei paesi coinvolti in una crisi o  reduci da un conflitto e l’Italia, scusate il patriottismo, da sempre sensibile al richiamo delle altrui necessità, ha aderito come tutti i paesi membri, ma con una solerzia tale da farla annoverare al secondo posto in termini di impiego di risorse umane. Altro dato che mette ancor di più in evidenza la forte volontà alla base di questo risultato, è il fatto che non  esiste una regolamentazione nazionale a tal proposito, ovvero non vi sono delle disposizioni amministrative, finanziarie  o normative dedicate ad hoc. Ad occuparsi del coordinamento è il Ministero degli Affari Esteri che unito alle amministrazioni coinvolte studiano la strategia più adeguata volta per volta. Inutile sottolineare come una normativa regolamentata porterebbe ad un ulteriore miglioramento delle nostre azioni, senza considerare che un maggior risalto di queste operazione sui media sicuramente porterebbe ad una più rapida presa di coscienza della necessità di una “strategia nazionale” da parte del governo centrale.     

Fonti: IAI

il Salvagente


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