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MADE IN ITALY: COLDIRETTI, ALL’ESTERO SI VENDE PIU’ CIBO CHE AUTO NEL 2011

Postato da on lug 7th, 2011 e file sotto Primo Piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

All’estero nel 2011 sono stati venduti piu’ cibo e vini che auto, moto e altre vetture Made in Italy a conferma del primato conquistato dall’agroalimentare nazionale che ha visto crescere il valore delle esportazioni dell’11 per cento nel corso del primo trimestre. E’ quanto ha affermato Sergio Marini presidente nazionale della Coldiretti nel corso dell’Assemblea annuale alla presenza di quindicimila coltivatori di tutte le regioni italiane. Nel primo trimestre dell’anno – sottolinea la Coldiretti – le esportazioni di cibo e bevande sono state pari a 7,1 miliardi di euro mentre quelle di automobili, motocicli, trattori e altri veicoli si sono fermate a 6,6 miliardi di euro. Un risultato non occasionale che parte da lontano poiché negli ultimi cinque anni – precisa la Coldiretti – il valore delle esportazioni di prodotti agroalimentari Made in Italy è aumentato del 23 per cento a fronte di una riduzione dell’11 per cento di quello dei veicoli. Il “Made in Italy alimentare – ha affermato Marini – è una leva competitiva in Italia e nel mondo che offre un contributo insostituibile all’economia, all’occupazione e alla sicurezza alimentare dei cittadini”.

Si tratta – sostiene la Coldiretti – di un successo che ha peraltro aspetti sorprendenti come l’invasione dei formaggi italiani sulle tavole dei francesi, con un aumento del 21 per cento delle esportazioni (da 57 a 69 milioni di euro). E nei bicchieri transalpini – continua la Coldiretti – cresce anche il vino (+ 26 per cento, per un totale di 24 milioni di euro), con lo spumante che, addirittura, va quasi a raddoppiare gli ordini (+78 per cento, pur se all’interno di un mercato ancora di nicchia). Il made in Italy a tavola contagia anche la Gran Bretagna, terra dei pub, con la birra italiana che va a sfiorare i 10 milioni di euro, grazie a un balzo in avanti del 27 per cento. Aumentano anche le esportazioni di grappa in Russia (+76 per cento) e di pasta in Cina (+43 per cento), rispettivamente il paese della vodka e dell’invenzione degli spaghetti, almeno secondo alcune fonti.

Da un’analisi di Coldiretti su dati Istat, nel primo trimestre del 2011 il valore delle esportazioni di prodotti agroalimentari italiani è aumentato complessivamente in valore dell’11 per cento, raggiungendo quota 7,1 miliardi di euro e confermando il trend positivo fatto segnare lo scorso anno, quando è stato registrato il valore massimo di sempre a 27,7 miliardi di euro. Del totale dei primi tre mesi dell’anno, quasi l’ottanta per cento deriva dall’export nei paesi dell’Unione Europea per un valore di 5,5 miliardi (+8 per cento). Ma l’incremento maggiore si registra nei paesi asiatici, con un +26 per cento (490 milioni), mentre negli Stati Uniti la crescita è del 23 per cento (596 milioni).

Ad affermarsi all’estero sono tutti i principali settori del Made in Italy, ma il prodotto più esportato è diventato – sottolinea la Coldiretti – l’ortofrutta fresca che raggiunge gli 1,1 miliardi di euro (+5 per cento) e sorpassa il vino diventando la principale voce positiva della bilancia agroalimentare. Aumenta peraltro anche il vino che – continua la Coldiretti – fa segnare un incremento del 14 per cento, con un valore di 935 milioni di euro, mentre l’olio di olio sale del 21 per cento a 300 milioni e i formaggi e latticini crescono addirittura del 24 per cento per un valore di 428 milioni di euro. Incrementi più contenuti – precisa la Coldiretti – per le esportazioni di pasta che rappresenta una voce importante del Made in Italy sulle tavole straniere con 466 milioni. Tra i diversi prodotti – conclude la Coldiretti – le performance migliori sono quelli dei prodotti più legati al territorio come il Parmigiano Reggiano e il Grana Padano le cui esportazioni crescono del 37 per cento nel mondo.


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