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Marocco: pagine di libertà per la cultura gay

Postato da on mag 17th, 2010 e file sotto Primo Piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

Soltanto duecento copie, stampate e distribuite clandestinamente. Accade in Marocco per una rivista dedicata alla realtà del mondo gay, lesbo, bisessuale e transgender, perchè in questo paese l’omosessualità è reato; si rischiano pene dai tre ai sei anni. Il giornale, la cui prima uscita risale al mese di Aprile, adesso approda anche su Internet, nella speranza di poter allargare il numero dei propri lettori.

Mitly, termine che dà il nome al mensile sia nella versione cartacea che on line, ha una duplice accezione: significa, infatti, gay e al tempo stesso “come me”; nome quindi, scelto non a caso, volendo evdentemente richiamare l’idea dell’uguagianza.

Nonostante il Marocco, se paragonato ad altri paesi arabo-musulmani, si distingua per una cultura improntata al laicismo, sono tanti gli ostacoli sociali che la comunità omosessuale incontra, tanto che uno delle persone impiegate nella redazione di Mithly, in un’intervista rilasciata a Scirocco – voci dal Mediterraneo, ha dichiarato: “Lavorare in questo clima non è semplice, visto che l’omosessualità è criminalizzata dalla legge marocchina, così come tutte le pubblicazioni che se ne occupano.”

Addirittura un’altro giornale, Attajdid, vicino al partito integralista islamico, ha accusato i redattori di Mithly di farsi portavoce di valori che sono in contrasto con quelli islamici su cui si fonda la società marocchina.

Si deve ad un giovane ventitreenne l’idea di affrontare questioni legate alla realtà omosessuale sulle pagine di una rivista, e adesso anche su un sito. Il suo nome è Samir Barkashi ed è il coordinatore di Kif Kif, associazione che si batte in difesa dei diritti dei gay, nata a seguito di un episodio del 2004 a Tetouan, quando furono arrestati 42 omosessuali durante una festa di compleanno, lasciando nella comunità omosessuale la sensazione di totale violazione dei diritti umani.

La rivista si propone di fare informazione, con particolare attenzione al tema del sesso sicuro e della prevenzione delle malattie veneree, ma vuole essere anche luogo di dibattiti culturali che lasci spazio agli intelletuali omosessuali, la cui voce è spesso inascoltata nel paese.

Fonti:  Peacereporter


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