Galileo Galilei “Meglio è una piccola verità, che una grande bugia”

Albert Einstein “Non penso mai al futuro. Arriva così presto.”

Mens sana in corpore sano; non sempre!

Postato da on feb 15th, 2010 e file sotto Primo Piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

fasciaQuando lo sport smette di essere tale e comincia a diventare una sfida inutile alle più elementari regole del buon senso? Chi è ormai in grado di asserire, con cognizione di causa, questa pista è sicura o no? Chi si prende la responsabilità di lanciare degli atleti a 251,40 km all’ora su un paio di sci, in nome dello spettacolo?
Io non lo farei, e probabilmente nessuna persona con un po’ di coscienza dovrebbe farlo, lo sport è anche adrenalina, questo è sacrosanto, gli sportivi professionisti sono atleti preparati, da allenamenti estenuanti, a performance al limite dell’umano, ma i circuiti di prova si studiano a tavolino, si progettano, si possono  e si devono rendere sicuri, anche a costo di limitarne la prestazione.
L’ultima vittima, in termini di tempo, è Nodar Kumaritashvili, bobbista georgiano di ventuno anni, morto durante i giochi olimpici invernali a Vancouver, proprio il giorno dell’inaugurazione. Gli esperti dicono che è stato un errore dello stesso atleta la causa dell’incidente, scagionando così i costruttori della pista, che in un primo momento era stata oggetto di polemiche. C’è da chiedersi come mai, se la Whistler, questo è il nome della pista che ha richiesto due anni di progettazione e può far raggiungere i 150 km di velocità, è risultata idonea, sia stata modificata dopo la tragedia!
Ma andiamo avanti, come hanno fatto del resto per l’inaugurazione delle Olimpiadi, un messaggio di cordoglio per la giovane vita spezzata e poi via con i fuochi d’artificio, e parliamo di un’altra morte che poteva essere evitata, un giovane ragazzo, 26 anni, Daniel Jarque, capitano dell’Espanyol Barcellona, che muore d’infarto nella sua camera d’albergo, mentre era in ritiro a Coverciano. La procura sta indagando su cosa abbia bloccato il cuore di un giovane atleta, bene Daniel è morto l’8 di Agosto del 2009, noi aspettiamo . Ogni disciplina richiede sacrifici per ottenere dei risultati e un po’ di visibilità,  forse mettere a repentaglio la vita degli atleti è troppo però, del resto anche i munera (lotte fra gladiatori) furono vietati dal 437 d.c. in poi, per volontà dell’Impero .  

 Fonte; La Repubblica,  Il corriereSport Sky


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