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Messico, il sequestratore era un prete tutti salvi i passeggeri del volo dirottato

Postato da on set 10th, 2009 e file sotto Primo Piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

reut_16674833_55270CITTA’ DEL MESSICO – Un prete boliviano probabilmente impazzito, è l’autore del dirottamento aereo che ha terrorizzato per alcune ore il Messico. Il volo dell’AeroMexico con 104 passeggeri a bordo era partito dalla Bolivia e, dopo uno scalo a Cancun è stato dirottato e costretto ad atterrare a Città del Messico dove lo strano dirottatore si è arreso e ha fatto scendere tutti i passeggeri prima di essere catturato.

Josè Marc Flores Pereyra, boliviano, 45 anni, pastore di una Chiesa evangelica, residente in Messico, ha detto di aver sequestrato il velivolo spinto da una rivelazione divina: lo ha riferito alla stampa il segretario alla sicurezza messicana, Genaro Garcia Luna. Flores Pereyra è stato detenuto in Bolivia accusato di un furto e sarebbe tossicodipendente, ha precisato Garcia Luna.

Nonostante il finale da operetta, la vicenda era sembrata un affare molto serio quando si è appresa la notizia del sequestro di un aereo in volo dalla località turistica di Cancun a Città del Messico. Il Boeing è poi atterrato all’aeroporto della capitale, dove dopo momenti di paura passeggeri e equipaggio scesi incolumi dal velivolo e la polizia ha arrestato il pastore evangelico boliviano che ha detto di avere agito “per una rivelazione divina”.

Le immagini della Tv hanno mostrato diverse persone che scendevano in manette dall’aereo. Per questo si era parlato di sette/otto pirati dell’aria. Poi, però, è stato chiarito che nella confusione erano stati arrestati anche alcuni passeggeri mentre il governo messicano riferiva della confessione di Josè Marc Flores Pereyra.

La “rivelazione divina” si sarebbe manifestata in volo.

Pereyra ha detto di avere avuto la percezione che “il Messico fosse in pericolo, a causa di un terremoto”. Anche se non è chiaro quale sia stato il nesso logico, l’uomo ha deciso il dirottamento, ha spiegato Genaro Garcia Luna, responsabile della sicurezza messicana, affermando che il sequestratore ha obbligato il pilota a sorvolare sette volte Città del Messico.

L’uomo ha spiegato che “l’ordigno” con cui aveva minacciato di far saltare tutti in aria erano in realtà due lattine di succo di frutta: “Ho preso due lattine ‘Jumex’, le ho riempito di terra e vi ho appiccicato due piccole luci”, ha confessato.

Nelle dichiarazioni alla polizia, l’uomo ha spiegato che il giorno del sequestro, il 9 settembre 2009 ha un valore cabalistico. La scritta 9/9/09, ribaltando le tre cifre si trasforma nella sequenza 6,6,6, il numero del diavolo.

A bordo del Boeing 737 dell’AeroMexico, i cui passeggeri erano prevalentemente di nazionalità messicana, americana e francese, non sono stati trovati ordigni esplosivi, ha assicurato il ministro messicano dei Trasporti, Juan Molina. “Siamo riusciti a prendere il controllo in tre minuti”, hanno detto i responsabili dell’operazione, precisando che non ci sono stati feriti. “E’ stata un’azione pulita”, hanno aggiunto le fonti, rilevando che al blitz sulla pista dell’aeroporto hanno preso parte decine di poliziotti federali.

Il volo 576 dell’AeroMexico, era stato fatto parcheggiare in una zona dello scalo nota come ‘La Gota’, area preparata appositamente per i casi di minacce con esplosivi. Subito dopo, gli uomini della polizia federale hanno circondato l’aereo, armati con mitragliette e dotati di giubbotti antiproiettili.

Sul posto c’era anche un elicottero e diversi mezzi delle forze di sicurezza. A dare l’allarme allo scalo della capitale messicana era stato il pilota.

fonte Repubblica.it


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