Galileo Galilei “Meglio è una piccola verità, che una grande bugia”

Albert Einstein “Non penso mai al futuro. Arriva così presto.”

Mimose no grazie, preferisco un lavoro ben pagato.

Postato da on mar 9th, 2010 e file sotto Primo Piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

mimose6ytUn vecchio proverbio recita più o meno così “Passata la festa gabbato lo santo” , lo si usa quando si vuole mettere in evidenza come, spesso, festeggiato un evento, o ricevuto un piacere, in un attimo ce ne dimentichiamo. Pensiero appropriato a quello che accade ogni anno il 9 marzo, giorno successivo alla festa della donna; celebrazione nata negli anni ’70 per ricordare tutte le conquiste che le donne hanno ottenuto nella lotta alle “pari opportunità”, ma anche per non dimenticare tutte le violenze e le discriminazioni a cui ancora, moltissime donne, sono sottoposte in svariate parti del mondo.

Ad oggi, questa festa è più legata alla scelta del locale che alle manifestazioni di piazza, dove magari si potrebbe discutere sul risultato dell’ennesimo rilevamento statistico che mette in evidenza, come la donna, in ambito lavorativo, sia pagata meno rispetto ad un uomo, a parità di impiego. A dircelo è l’Organization for Economy  co-operation and development, che, secondo i dati ottenuti da un suo rilevamento,  effettuato fra i  paesi membri dell’organizzazione, lo stipendio maschile, in media, è superiore del 18%  rispetto a quello femminile.

Ma se vogliamo lasciare da parte il resto del mondo e pensare solo all’Italia, anche qui abbiamo di che festeggiare, infatti il nostro paese, con ogni probabilità, non raggiungerà gli obiettivi di Lisbona 2000, l’ attuazione dei quali era prevista per quest’anno. Fra questi vi era la necessità di risolvere il problema dell’occupazione femminile; a incidere sul risultato negativo in Italia, sono essenzialmente la disparità tra nord e sud del paese, la disoccupazione nel mezzogiorno è ancora molto incisiva, la bassa percentuale di donne lavoratrici over 55 e l’abbandono del lavoro alla nascita del primo figlio, dato sempre più rilevante.

Detto questo non ci resta che scegliere a quale categoria appartenere; se a quella della lavoratrice sottopagata  o a quella del capro espiatorio che ha fatto fallire gli obbiettivi di Lisbona 2000.      

Fonti: Oecd

Adnkronos

Europa

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